
"Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. (...) Vorrei che tu fossi donna, che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto d'accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una disgrazia. (...) Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini. (...) tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell'Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un'incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affasciante. E' un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai."
(Oriana Fallaci - Lettera a un bambino mai nato)
Vorrei stringerti forte Oriana, e dimostrarti con quanta facilità sia possbile colmare il baratro che separa uomini e donne, parificare la voragine di incomprensione, sesso, diversità decisa dalla Natura; vorrei asciugare le tue lacrime e spiegarti come sia doveroso cambiare in nome dell'Amore, l'estensione universale del sentimento puro che lega madre e figli (di qualunque genere): forse, il migliore esempio del valore cristallino battezzato da alcuni col nome di Dio. Comprendo la tua obiezione: sulla terra, questa non è che mera utopia; ma a quelli come noi piacciono solo le missioni disperate, non credi? Probabilmente, annuisci col capo e dall'alto del cielo trapunto d'una nuova stella (la tua) rifletti sugli uomini la luce che diffonde dalle pagine scritte di tuo pugno. Grazie di cuore Oriana: per la solerzia con cui ci hai ammoniti, per le provocazioni dei tanti interrogativi, per la forza di cui la tua vita è stata icona. Da un uomo e te e a tutte le donne.








