
"Caligola: Io vivo, io uccido, io esercito il potere delirante del distruttore, al confronto del quale il potere del creatore non è che una pallida imitazione. E' questa la felicità, Cesonia - la felicità, questa liberazione insopportabile, questo disprezzo universale, il sangue, l'odio che mi circonda, questo isolamento ineguagliabile che mi permette di controllare con uno sguardo tutta la mia vita, la gioia infinita del delitto impunito, questa logica implacabile che cancella vite umane. (...) e che cancella anche te, Cesonia, per rendere infine perfetta l'eterna solitudine che ho scelto."
(Albert Camus - Caligola)
Nota: Il parallelo tra Hitler e Caligola non solo è lapalissiano ma espressamente voluto dallo stesso Camus (questa versione della tragedia venne scritta nel 1941). L'assurdo della vita conduce al desiderio di libertà e questo al male. Il male è dunque libertà? Il quesito è indubbiamente pericoloso ma propone una chiave di lettura utilissima sia dal punto di vista artistico e che meramente intellettuale.








