venerdì, 15 febbraio 2008
monrealecristopanCara M,
passare la vita a costruire teorie morali è un gioco poco edificante. Gli esercizi della mente sono sicuramente allettanti ma circuiscono la coscienza al pari delle droghe. Impariamo lezioni fondamentali dallo studio dei ricordi, rivivendo le esperienze in differita sino a sezionarle con ostinazione. Putroppo, la memoria, al pari di tutte le virtù umane, possiede una natura amorfa. Attraverso rievocazioni fluttuanti, l’Io modella la materia di cui spera indagare la forma, come certe sonde che inficiano i risultati delle misure per le quali sono costruite. Sarebbe utile spogliare il pensiero da ogni condizionamento e incidere la tabula rasa dello spirito con lo stilo disincantato dell’intelligenza pura. Ma ciò non è concesso.
Quando si ragiona è utile avere un interlocutore diverso da se stessi, perchè spiegare i propri pensieri aiuta a visualizzarli dall’esterno e scoprirne i difetti. Farlo per iscritto, poi, è un modo di fissarli in disegni meglio definiti, di ancorarli a qualcosa di stabile, di evitare che sfuggano lungo traiettorie misteriose e imprevedibili. Non so se smetterò mai di rivoltare i miei ricordi, di osservarli con la cura morbosa del filatelico, di infilarli come perle nel filo sottile della vita. Amo la loro poesia naturale, quel processo spontaneo che lascia assurgere al passato una dimensione incantata e armoniosa. Svestire i fatti da coinvolgimenti emotivi li eleva a più alta bellezza, sino a farli diventare storie.
Trovo pericoloso essere cristiani senza Dio. Ho sempre pensato la fede come un dono, un bene elargito con naturalezza a pochi fortunati. Chiedere qualcosa per la quale non siamo destinati o preparati è, forse, un sacrilegio maggiore che rinnegare l’esistenza della luce di cui tale mancanza ci priva. Ma quando in questa dicotomia ci si trova invischiati e se ne riconosce la pericolosità, non resta altro da fare che armarsi di piccone e radere al suolo ogni certezza. La parola “prossimo” è chiave di volta nel messaggio cristiano e il rapporto “Dio-prossimo” definisce una perfetta identità. Un fedele dovrebbe rivolgersi al proprio carnefice adorandolo, amandolo per il male che opera, rispondendo ad esso con il suo opposto. Abbracciare il terrorista, l’assassino, il violento e dire “ti perdono fratello e ti amo”. Ma tutto questo non è umano. Dopo la seconda guerra mondiale nessuno ha avuto pietà dei nazisti, eppure i cristiani avrebbero dovuto. Nietzsche disse di Cristo che fu l’unico vero cristiano della storia e che, se avesse superato i trentacinque anni, anche lui avrebbe smesso di esserlo. Non esiste l’altruismo assoluto. Sfido chiunque ad impedirsi di covare propositi personali. Il bene puro, come il male puro sono invenzioni della mente, qualcosa che vive nel limbo impalpabile della speculazione. Ho provato ad amare senza chiedere. In questo, cara amica, siamo davvero diversi. Da esperienze simili abbiamo dedotto ragioni e regole di vita opposte. Penso l’amore sia uno. Mi si obietterà che quello rivolto a Dio, o agli altri, è un concetto incorporeo, non assimilabile alla passione, di una natura diversa. Rispondo semplicemente: considero il rapporto di coppia corollario dell’amore universale, sentimento in cui la passione si innesta, piuttosto che trovare in essa giustificazione. In tante occasioni ho concluso non essere l’amore a deludere ma la persona. Solo adesso comprendo la pericolosità di questa frase. E’ come dire: sono i giudici a sbagliare, non le leggi. Concetti infetti. Imporre condizioni al sentimento significa lasciarlo svanire. L’iperuranio esiste solo nella mente dei filosofi. La realtà, al contrario, ha un ché di inoppugnabile, è prova irrefutabile delle miserie umane. Nulla è plausibile al di fuori degli atti, oltre il mescolarsi frenetico di azioni più o meno precise che interagiscono come ruote dentate in ingranaggi oscuri. Così mille intenzioni cadono in polvere dinnanzi ad orecchie sorde o labbra mute, che rifiutano di pronunciare il nostro nome. Amore è azione, non pensiero, nè, tanto meno parola. Non servono grandi sermoni. Semmai, grandi gesti.
Nei discorsi di coloro che disprezzano il nostro affetto siamo sempre eccezioni: una scusa stupida, fatta per mascherare il loro egoismo, una scusa che diviene aggravante nel processo in cui saremo condannati. Costituire l’unica asimmetria nella vita della gente, il solo sasso su cui è inciampato uno spirito morale, trovo sia più doloroso che divenire vittime di un indiscriminato carnefice. Vedere sfilare tante esistenze rette che incespicano sul nostro amore e lo disprezzano “senza volerlo”, giustificandosi in nome di un “bene che non capiamo”, fa sentire estranei ad una simmetria, forse inesistente, ma sottintesa con cattiveria. Gli invidiosi scorgono nelle cose degli altri una perfezione inquietante ed estranea, così la percezione della singolarità di cui siamo esempio acuisce la sofferenza, ci fa sentire fuori da un universo edulcorato, probabilmente mero frutto della mente. Siamo minoranza e ce ne danniamo: setta segreta prigioniera di maledizioni oscure, scagliate da bugiardi nel cuore del tempo. Eppure, almeno una volta nella vita, è probabile ritrovarsi ad interpretare il ruolo opposto. Nel frattempo, ci viene chiesto di soffrire con dignità. Disperati, fuggiamo tra le braccia di Cristo. Troviamo nella sua parola un balsamo con cui detergere le ferite. Laviamo via un po’ di sangue rappreso e studiamo la forma nascosta delle piaghe che qualcuno ha procurato. Non riusciamo a credere sia accaduto veramente. Rifiutiamo di accettare la realtà: chi ci ama ha fatto questo “per noi”, tale è il suono della sua verità. Ma, in fondo, non è poi così importante, l’unica versione che ci sta davvero a cuore è la nostra. Siamo l’unico super testimone nel processo che ci riguarda. Abbiamo tante colpe. Pretendiamo di sapere cosa sia giusto per gli altri, ci infervoriamo aiutandoli come sappiamo, come vorremmo facessero con noi. Di norma riceviamo lo stesso trattamento da parte della sparuta minoranza di coloro i quali si definiscono “sensibili”. Non stiamo ad analizzare un comportamento che è anche nostro, preferiamo trastullarci nel dolore, negli effetti collaterali di una condotta pericolosa. Cristo ci guarda e sanguina. Ricompare misteriosamente nelle nostre vite, pronto a reggere come una croce quella pena che ha deciso spettargli in quanto Dio in terra. Lo adoriamo commossi e davvero crediamo in lui, nelle tante promesse annunciate sopra una montagna in cui il tempo s’è fermato. Ascoltiamo le beatitudini e, piangendo, commiseriamo noi stessi. Non è la “salvezza” a darci sollievo, se ne fossimo convinti accetteremmo tutto con coraggio, piuttosto la sovrannaturale capacità di condivisione con cui questo uomo morto si carica di un peso non suo: qualcuno geme abbracciandoci, probabilmente è l’unico a farlo. Gliene siamo grati: egli diventa Dio.
Soffriamo. Offriamo espressioni tenerissime del dolore. Cerchiamo la pena negli occhi del carnefice, ci spaventa il suo egoismo spietato. Non siamo Cristo, non riusciamo a perdonare tutto. L’ira monta sul golgota dell’Io sconfitto ed emozioni di carne pulsano nella notte dell’anima. La verità della pena nasconde una menzogna più grande, quel comportamento goffo con cui dissimuliamo il dolore tradisce l’elenganza di uno spirito inguaribilmente umano. Dilaniarci l’anima è la nostra vera vocazione.
“Ti meriti di meglio” dicono gli altri, pronti a vendere l’unguento di un ciarlatano. Questo meglio non sono certo loro: non è nessuno. E, nell’attesa, ciò che resta è niente, una nuvola d’aria nella quale non è neppure possibile sbattere la testa. Rispondo a tali esempi di operosa generosità verbale che preferisco il silenzio all’ipocrisia: la sua aristocrazia mi ferisce meno. Considero l’assenza di suoni, tutto sommato, poco offensiva. Detesto promesse non intenzionate a tradursi in atti. La lezione più importante dell’espereinza è fondare i pensieri sulle azioni, misurarli attraverso esse.
Mi rendo conto che tali considerazioni possano apparire sterili e nascondere le elucubrazioni di una mente non troppo lucida. Eppure, ogni dolore riconduce inevitabilmente alla ragione passando per una via insensata chiamata speranza. Disilludersi vuol dire distruggere le favole dell’infanzia. Il crepuscolo dei miti è parte di un processo generalizzato con il quale l’Io si priva di ogni appiglio nell’immane tentativo di ritrovarsi.
Credo di aver sbagliato nel pensare che, in questa confusione di certezze, potesse esserci qualcuno, potessi esserci tu. Me l’hai ripetuto tante volte: l’autosufficienza è compimento di sé. Perdonami se controbatto asserendo quanto segue: l’amore è rinuncia all’autosufficienza. Forse non sai più soffrire perchè ti trastulli in un’autonomia che non lascia spazio a nessuno e, probabilmente, taglierà fuori anche te stessa. Vorrei che riflettessi su questo punto. Non intendo impartire lezioni di vita, non potrei, nessuno può insegnare niente a nessuno; mi limito ad additare una luna modesta, non certo un pensiero sfrontato (più facile da detestare).
E’ triste sigillare con addii momenti perduti. Ma ogni saluto è un po’ addio, poichè ciò che accade è sempre irripetibile. I fatti non si limitano a cambiarci, diventano parte di noi. Non è plausibile pensare di trascurare le proprie esperienze, lestissime a diventare carne, materia pulsante nell’ostia impalpabile dell’anima.
Sono stanco di scovare dogmi, di snocciolare comandamenti ai quali, in fondo, non credo o che richiedono una forza al di sopra delle mie possibilità. Preferisco constatare cambiamenti. Non posso più impedirmi di rivolgere a Cristo sguardi di compatimento e solidarietà per un destino beffardo di cui, forse, gli uomini sono complici. E’ ben misera questa società che lo ha chiamato Salvatore. La gente non vuole essere salvata, preferisce essere lasciata in pace. Viviamo nell’unico modo possibile, come sappiamo: per noi stessi. Io e te non siamo da meno. La differenza più grande tra noi è che tu hai capito tutto molto prima di me.
postato da: tolstoj76 alle ore 14:00 | Permalink | commenti (77)
Commenti
#1   16 Febbraio 2008 - 02:56
 
certe volte l'uomo dimentica una cosa ... la semplicità ed io credo che in lei ci siano molte èpiù risposte di quanto crediamo






~ buon fine settima LU ~

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tuaCyrano

#2   16 Febbraio 2008 - 12:52
 
Eh sì, ho letto tutto tutto.
Non credo di aver colto a pieno ogni riga, ma sono certa quando dice che il bene e il male, puri, non esistono.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente .Mako.

#3   17 Febbraio 2008 - 15:31
 
La sofferenza è parte di Noi sia nel bene che nel male nel senso che il Dolore aiuta a crescere interiormente. Credere aiuta a plasmare la sofferenza, a viverla in maniera meno cruenta. Penso che quando si Ama le cose vadano Condivise, blandendo l'Autosufficienza, che è essa stessa importante, in nome di un valore, l'Amore, che è uno Solo: questo si riversa verso il Signore, posto dinnani a Tutto, come si riversa nel compagno/a che abbiamo accanto.
I momenti negativi li Viviamo tutti, io stessa ne sto vivendo personalmente uno e piu' di una volta ho sperato mi lasciassero in Pace nel mio Dolore per stare meglio, ma poi ho capito, come tu stesso esprimi in diverso concetto, che se si è in tanti a condividere la Sofferenza non ci si sente poi cosi' Soli; cio' che conta è Saper Risorgere, Arrivare a Vita Nuova, Rafforzati nelle Credenze, in modo da Migliorare anche il Rapporto Tra Noi e il Cristo, in modo tale che la Prossima Volta, all'Insorgere di un Cata-Evento ci troviamo ad esso Sempre all'Erta, Sempre Pronti a Rispondere Memore di Tutti quei Ricordi che fondano la Nostra esistenza e non possono essere cancellati perchè rimaranno indelebili parte di Noi.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HardRain03

#4   18 Febbraio 2008 - 15:07
 
un saluto come promesso!
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#5   18 Febbraio 2008 - 21:16
 
Ciao Angelo! Bè, vorrei dirti così tanto... Non ci riuscirò, ma desidero lo stesso lasciarti uno spunto per alcune riflessioni, e puntualizzare alcuni aspetti.
Il perdono cristiano non è, e non deve essere, una connivenza col male e con chi lo opera.
Il testo recita:" I cristiani non hanno avuto pietà dei nazisti".Sì, per amore di giustizia li hanno combattuti; e questo è parte dell'essere operatori di pace, affamati e assetati di giustizia (vedi Mt 5,6). Non si può amare Dio e permettere, indifferenti, che milioni di persone vengano uccise nei Lagher, senza cercare di far qualcosa... Ma ciò non significa aver "provato gusto" nella inevitabile lotta e violenza che è stata indispensabile, nel processo di liberazione dal nazismo. In senso etico, è stata una legittima e dolorosa difesa.
Inoltre, il paradosso letterario del porgere la guancia destra scritto in Matteo5,39 va interpretato con una corretta Esegesi, contestualmente al tempo e alla cultura nella quale Gesù ha usato questa formula. Ciò intendeva significare che alla antica legge giudaica del Taglione ('occhio per occhio', per intendersi), prevista all'epoca in materia di sola giustizia personale, e non in quella sociale; Gesù stava ora chiedendo di sostituire altre forme, non cruente, di giustizia. Ma se Gesù esortava a non opporsi al male personale colla vendetta, non proibì mai di opporsi con dignità agli attacchi ingiusti (vedi Gv18,22s), nè ancor meno di combattere il male nel mondo! I buoni cristiani non sono dei vili rassegnati; nè dei pigri indifferenti.
Basti vedere quanto sono stati fattivi i grandi Santi; cito solo Madre Teresa, come Don Bosco; come S.Antonio... Tutta gente che oltre a rimboccarsi le maniche per i poveri, ha denunciato socialmente le ingiustizie. Sant'Antonio da Padova,coltissimo, nobile e teologo,fece anche il manovale per pagare i debiti che i poveri a causa di un fisco iniquo scontavano in carcere! E predicava contro il mal governo... E' solo un esempio; ma vuole dirti che non è vero, il volto del cristiano ottuso disperato e 'oppiato'; che traspare dalla riduttiva e sviante, seppur suggestiva, pagina che hai pubblicato.
E, soprattutto, la Salvezza non è un dono per pochi; ma Cristo si è offerto in Sacrificio per tutti! Per chi lo accetta, e anche per chi è libero di non volerlo accogliere...
Su una cosa concordo, amare come chiede Gesù non è semplicemente umano.Ma, se milioni di Santi nella storia ci sono già riusciti, ci sarà pur bene Qualcosa che dall'Alto ha reso queste persone speciali; e non un semplice ammasso di proteine incapaci di valicare un limite. Ricorda, che Pascal diceva:"l'Ateismo è segno di Intelligenza,ma fino a un certo punto". Bè, per ora mi fermo... Sebbene a entrambi 'i mattoni' non spaventino; e,spero, coglierai la simpatia che sottende a questo commento anche se non concordo col suo assunto fondamentale ... A presto!
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#6   18 Febbraio 2008 - 21:27
 
P.S: C'e stato un errore di battitura...Alla fine intendevo che io CONCORDO coll'assunto fonamentale del mio commento.Ciao!^^
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#7   18 Febbraio 2008 - 22:57
 
"L’amore è rinuncia all’autosufficienza. Forse non sai più soffrire perchè ti trastulli in un’autonomia che non lascia spazio a nessuno e, probabilmente, taglierà fuori anche te stessa.
[...] Non intendo impartire lezioni di vita, non potrei, nessuno può insegnare niente a nessuno."

Invece ti dico fallo (facciamolo).
Sono (siamo) sempre più in pochi a poterlo fare che se non lo fanno quei pochi (che non si sentono all'altezza di farlo) va a finire che non lo farà più nessuno.
Il migliore tra i tuoi scritti da me letti fino ad oggi.

http://www.splinder.com/mediablog/lavocedinarciso/media/15987265?context=album
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#8   19 Febbraio 2008 - 10:56
 
PandoraLaGatta: la chiesa avrebbe dovuto condannare apertamente i crimini dei nazisti durante la guerra, credo ne avesse il dovere morale; non vorrei poi si confondesse la necessità pratica di punire i criminali col perdono dovuto dai cristiani a tutti, indistintamente; questo, tuttavia, è un fatto privato ed è sulla capacità individuale che esprimo le mie perplessità; se rendo manifesta questa difficoltà è proprio perchè la misuro su me stesso; non vedo possibilità di fraintendimento nel "porgere l'altra guancia", il messaggio mi pare chiarissimo: il male si combatte col bene, non con altro male... ma forse questa frase non è tanto banale, dato che gente come G. W. Bush ha pensato di esportare la democrazia attraverso una guerra con risultati quantomeno discutibili (ma del resto, nel suo caso, la democrazia era una scusa che celava ragioni molto più concrete); il cristianesimo ha implicazioni ovunque, è vilipeso quotidianamente da tutti, anche dalla chiesa; ti ricordo il paradosso citato da Tolstoj in guerra e pace: dare da baciare il crocifisso al condannato, come si faceva allora in russia, vuole dire uccidere nel nome di colui che è morto per negare agli uomini il diritto di togliere la vita; essere cristiani non vuol dire predicare, affacciarsi da un balcone e fare crociate contro gli omosessuali, essere cristiani vuol dire rinunciare a se stessi.

lavocedinarciso: anche volendo, ho davvero poco da insegnare; mi limito a raccontare il mondo come lo vedo, cercando di farlo senza sbavature e con un minimo di senso estetico; è vero, tutti gli scrittori sono un po' pedagoghi, ma le uniche lezioni che siamo disposti ad imparare sono quelle che impartite da noi stessi... l'autore di un'opera non può fare molto, al più pungolare una reazione, porre all'attenzione un problema che sarebbe sfuggito ad una coscienza distratta.
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#9   19 Febbraio 2008 - 12:06
 
Rileggendo...

"Di norma riceviamo lo stesso trattamento da parte della sparuta minoranza di coloro i quali si definiscono “sensibili”.

Che a nostra volta alla prima occasione che la vita ci offre di trovarci dalla medesima parte dei nostri carnefici riserviamo alle vittime di turno senza farci troppi scrupoli.

"Preferisco il silenzio all’ipocrisia: la sua aristocrazia mi ferisce meno. Considero l’assenza di suoni, tutto sommato, poco offensiva. Detesto promesse non intenzionate a tradursi in atti."

Chi può dire di non aver mai fatto promesse non intenzionate a tradursi in atti e di non essersi crogiolato in tale situazione con tanto di sadico compiacimento?

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra." Cristo


L'Avvocato del Diavolo (che è in ognuno di noi)
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#10   19 Febbraio 2008 - 13:21
 
lavocedinarciso: sono sempre stimolanti i tuoi commenti; sono d'accordo con te, non credo, né mi illudo di non aver causato sofferenza; non sono l'eccezione a nessuna regola; però, e questo sono disposto ad affermarlo con orgoglio, mi sono sempre posto il problema degli altri, del loro punto di vista, della loro possibile reazione; forse, alla fine, tutto si riduce ad un fatto statistico e l'essere considerati buoni o cattivi dipende dal numero di persone con cui ci siamo comportati bene o male; di una cosa sono sicuro, che chi mi ha amato, ha, per lo più, amato se stesso, scorgendo in me la mera opportunità di appagamento di un bisogno; ecco, io mi rifiuto di essere oggettificato a questo modo; dirò che l'amore esiste quando troverò una persona disposta a fare qualcosa per me disinteressatamente; sino ad ora sono stato io a provarci, ma questi gesti sono stati scambiati per debolezze, mentre, dal punto di vista di cristo, dovrebbero essere una forza; del resto anche lui lo ha detto, chi vorrà salvare la propria vita (terrena) la perderà (riferendosi a quella eterna), chi vorrà perderla la guadagnerà;
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#11   19 Febbraio 2008 - 15:45
 
Ho iniziato a leggere e prometto di finire presto... adesso ho poco tempo ma volevo cmq lasciarti un saluto, anke perké da molto nn passavo di qui. Ciao e a prestissimo...

Isabel*
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#12   19 Febbraio 2008 - 18:31
 
Ciao! Scusa, ma mi permetto di dissentire ancora. Innanzi tutto non mi risulta che Bush sia un prelato o che politicamente agisca in nome della Chiesa. Pertanto non vedo principio di legittimità nell'identificare il Cristianesimo e la Chiesa con Bush. Il Papa prima dell'inizio del conflitto peraltro chiese dal 'balcone' che tu menzioni, di non andare in Iraq colla violenza. Io stessa c'ero quella domenica in Piazza San Pietro, e lo testimonio. Parimenti, il Papa dal 'balcone' è spesso il solo che si rende portavoce di tanti poveri e malati che voce non hanno; ed è il solo che ricorda all'opinione pubblica le guerre dimenticate che straziano l'Africa, ma che non interessano a nessuno dei potenti nè, spesso, alla gente comune. (Peraltro: i sacerdoti missionari fanno una vita di pericoli e stenti per aiutare e confortare la gente in questi paesi. Mentre tanti posaioli laici italiani, pur schierati politicamente dalla parte dei ceti bassi, fanno la vita comoda e altoborghese, lasciando tranquillamente crepare l'Africa.) Nonostante la villania di chi glielo contesta, é legittimo e democratico che il Papa da ovunque sia invitato, e tanto più da casa sua, possa parlare in nome di Cristo. Poichè:essere cristiani è anche predicare poichè la Chiesa è missionaria per mandato stesso di Gesù Cristo, che l'ha costituita addirittura 'apostolica'. Poi, chi vuole ascolta, e cerca di vivere il Vangelo. Chi non vuole, resta libero di essere come gli pare... (E purtroppo si vedono spesso i tristi risultati). Poi, davvero basta intestardirsi e far polemica con il solito ritornello sugli omosessuali; la Chiesa ha parole di rispetto per tutti, compresi loro. Ma essi, mica possono volere la medaglia per il fatto di avere questa connotazione!O l'omosessualità è diventata in sè un merito e una virtù? Le virtù fondanti della persona mi sembrano l'onestà, la generosità, l'umiltà... Virtù che certamentele possono dimorare anche nelle persone omosessuali. Ma rispetto alla biologia umana non mi si venga a raccontare che l'omosessualità è un orientamento antropologico normale e secondo natura... E adesso dovrebbe pure essere legittimato con la Bolla papale?! In questo ambito spesso si rivendica addirittura la pretesa di farsi riconoscere 'Famiglia.' Ma, dico, solo quando pare a loro gli omosessuali vogliono rientrare in un concetto naturalmente fondato e cristianamente riconosciuto,e anche essere conformi alla borghese società? Ma gli squilibri psicologici e comportamentali che essi potrebbero causare nei figli che desiderano adottare, li hanno mai calcolati? Ma mica stiamo parlando di adottare un cagnolino o un gattino. Un essere umano in crescita ha bisogno di un punto di un riferimento al maschile e di uno al femminile.
E da ultimo...
Essere cristiani vuole dire letteralmente 'appartenere a Gesù'; e per questo fine bisogna chiederGli la forza di rinunciare ogni giorno alle cattive inclinazioni personali...In questo senso ci è chiesto di rinnegarci: per fare spazio in noi, a un barbiglio della Sua immensa Luce e Bontà. E' un processo evolutivo, i cui tempi sono sempre unici e soggettivi. Ci vuole una vita intera di impegno e di preghiera: è un cammino quotidiano faticoso e pur bello;e dura tutta la vita. Non si diventa bravi cristiani solo colle proprie forze, ma serve l'umiltà di chiedere aiuto a Dio ogni giorno, ogni attimo.E non si può neanche essere così superbi da voler bruciare le tappe...Il perdono stesso, non è che uno lo possa sempre dare in un nanosecondo. E' un frutto dello Spirito Santo, non un atteggiamento solo nostro. Bisogna affidarsi a Dio." Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli". I bambini non si ritengono autosufficienti, perfetti, potenti; ma imparano dai grandi, e chiedono aiuto e guida in umiltà di cuore. Voler mettere in dubbio tutto il Cristianesimo perchè noi non riusciamo ancora a perdonare qualcuno, mi sembra metterci davvero troppo al centro di tutto. Guardiamo piuttosto ai grandi Santi. E con l'umiltà di San Francesco chiediamo a Dio di cambiarci. Da soli non ce la faremo mai. Ciao!
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#13   19 Febbraio 2008 - 19:18
 
ciao..eccomi qui sn passata..mi chiamo sara, passa anche tu nel mio blog..e molto diverso dal tuo ma spero ti faccia piacere comunque scrivermi. a presto
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#14   20 Febbraio 2008 - 06:43
 
io credo che l'immobilità sia il segreto di tutto. non confonderla con l'inerzia, ma guardala come rispetto per la vita unica ed irripetibile che ogni essere vivente inspira ed espira nei momenti fugaci che compongono i suoi giorni.

hai visto? sono venuta a trovarti come da te richiesto ;o)
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#15   20 Febbraio 2008 - 09:32
 
PandoraLaGatta: non devi scusarti di nulla, stiamo solo discutendo;
non ho detto che Bush sia un prelato della chiesa; mi preme sottolineare che credere in Dio, qualunque esso sia (cristiano, musulmano, o altro), non vuol dire usarlo per giustificare i propri gesti; le crociate sono tutte sbagliate, da qualunque parte arrivino;
io non ce l'ho col papa, penso solo che si comporti in modo poco intelligente: in un mondo così disinibito dimostrarsi non disponibili alla revisione delle proprie posizioni è un errore gravissimo (non fare il funerale di Welby in chiesa è stata una vergogna come il rogo di Giordano Bruno o il processo a Galileo); Giovanni Paolo II questo lo aveva capito, infatti è una delle persone che ammiro di più; era un genio e lottava contro forze interne alla chiesa per modernizzarla; credo che sia l'unica strada da percorrere per non scomparire;
su quelli che "fanno la vita comoda" mi permetto di farti notare che anche il clero non va a morire in l'africa; inoltre, esperienze dirette con cristiani veri che stanno in prima linea suggeriscono visioni ben diverse da quelle ufficiali; è allora che si vede la grandezza di Dio; prova a chiedere ad un missionario cosa pensa dell'uso dei preservativi in paesi in cui una persona su tre è malata di AIDS, e vedrai che ha opinioni ben diverse da quelle del papa; non mi risulta che cristo abbia stigmatizzato "la purezza" più della ricchezza; la prima non è tollerata, con la seconda invece si convive benissimo;
sono d'accordo sul vivere il Vangelo; io il mio lo vivo nei rapporti con gli altri, non battendomi il petto dinnanzi ad una statua; il mio Vangelo sta nel quotidiano; sai che ci sono ambienti di lavoro in cui si entra essendo solo militanti di "comunione e liberazione" o dell'"opus dei"? sarebbe interessante chiedere a questa gente qual'è il loro Vangelo... una cosa è certa, non è quello di Cristo; sono troppo smaliziato per farmi fuorviare da lezioni da oratorio; io ho un bene supremo, datomi da Dio forse, chiamato libero arbitrio; sono un pensatore autonomo, filosofo di me stesso; non ho bisogno che nessuno mi dica cosa fare, lo capisco da me;
potrebbe sembrare che detesti i preti, ma non è affatto così; sono un lettore di Ravasi, un uomo che rappresenta il meglio della cultura ecclesiastica; ho però senso critico e non mi piacciono i cibi in scatola; cucino da me i piatti da dare in pasto al mio cervello;
l'omosessualità non è una colpa; è la chiesa che la fa vivere come tale; la stessa cosa fa con la sessualità; il risultato è che la gente si sente cattolica o cristiana MA se ne infischia di quel precetto, semplicemente perchè non lo capisce o lo considera stupido; ma la prima virtù del cristiano non è la TOLLERANZA? Quando poi queste idee pretendono di entrare nelle leggi dello stato inficiandone la laicità, la situazione diventa insostenibile;
"il perdono è un frutto dello spirito santo", non sono d'accordo; il perdono è frutto di colui che ha la forza di accordarlo; perchè per i cattolici le cose belle sono un dono di Dio e le cose brutte una colpa degli uomini?
rifletti un po' sulle cose che ho scritto; non pretendo di convincerti; il cristianesimo vero è quello che non scorge mostri negli altri; il vero cristiano darebbe la vita per difendere la diversità; è per questo che mi sento Cristiano;
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#16   20 Febbraio 2008 - 13:23
 
Sarò lapidario.
Leggere uno scritto come il tuo e soffermarsi sulla questione del perdono e/o della salvezza cristiani è non aver compreso l'essenza del messaggio tu immagino volevi passasse in chi lo leggesse (al di là della diretta destinataria) al di sopra di ogni altro.
E' pur vero che ognuno guarda e legge quello che vuole (anzi che può) leggere e guardare, ma, fossi stato al tuo posto, l'avrei recepito come un indizio di superficialità che difficilmente mi avrebbe portato ad argomentare nell'intento di fornire alla contestatrice in questione una plausibile e copiosa risposta.
Sarà che la politica dei sentimenti mi interessa infinitamente più di quella dei governi o della chiesa - anche perchè la prima influenza la seconda più di quanto ognuno di noi possa averne minimamente coscienza.
Io vivrò anche un pò troppo fuori dal mondo, ma credo di saper leggere nelle persone che ho di fronte, nonchè di saper leggere ciò che le persone sono (e ciò che di sè vogliono emerga) negli scritti che producono.
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#17   20 Febbraio 2008 - 14:32
 
un dolce saluto
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#18   20 Febbraio 2008 - 18:47
 
1)Solo per la cronaca Monsignor Ravasi è stato un mio Insegnante universitario, nella Facoltà di Scienze Religiose dell'Università Pontificia 'Ecclesia Mater' di Roma, dove ho studiai.Lo conosco benissimo,come pure alcuni altri grandi Esegeti. Se le mie citazioni vi sono parse semplici e da 'oratorio', sono infinitamente felice: perchè il mio intento era solo amichevole e umile; non supponente, cattedratico, superbo. Consentimi, come invece è il tono che ho rilevato nelle tue parole compiaciute di sfoggiare il tuo grado di cultura, intelligenza, sedicente, più acuta della mia e la tua superiorità(?); e nel messaggio di Narciso, il quale mi ha tacciata di poca portata intellettiva, e molto poco velatamente.
2)Non ho voglia di dibattere oltre con coloro che per cecità e superbia spirituale pensano di essere autosufficenti per diventare addirittura persone Sante e Perfette da sole, senza nemmeno l'aiuto di Dio e la Grazia dello Spirito Santo...
Fosse per voi Gesù poteva anche evitarsi lo scomodo di morire sulla Croce e di salvare l'Uomo, perchè voi tanto fate tutto da soli!
3) Io abito nel quartiere romano Tuscolano, e il giorno delle esequie di Welby, alle ore 12 nella Chiesa di San Giovanni Bosco abbiamo ufficialmente pregato nella Messa, per lui; il cui feretro aveva lasciato la piazza antistante da solo mezz'ora. Trovo giusto che la Chiesa non si sia lasciata strumentalizzare dai Radicali, che avevano innescato 'un braccio di ferro' solo per polemica ideologica, onde legittimare l'eutanasia. E come tu non gradisci ingerenze religiose nelle cose politiche, dovresti per coerenza non volere piegare la volontà di Dio, che la Chiesa diffonde,ai comandamenti della umanissima Sinistra.
4)I missionari in Africa muoiono; e fattelo dire da una persona che da 10 anni ha adottato una ragazza ugandese a distanza.E non mi pare che i profilattici non circolino nel mondo intero solo perchè la Chiesa non li promuove.
5)Non posso fare altro che augurarti di trovare sul tuo cammino di vita il fiore della semplicità e dell'umiltà; e di scoprire che seguire Gesù non è abbracciare una filosofia umana ma un rapponto con una persona vera e vivente, resaSi presente nella Chiesa e nei Sacramenti, e realmente operante per Grazia soprannaturale in chi si rende docile al soffio dello Spirito.
6)Grazie a te e Narciso perchè, avendomi trattata da cretina in quanto ho scritto con semplicità dell'amore di Gesù e di alcune verità di Fede, mi avete dato l'opportunità di essere derisa per amore del Signore. Il che, a quanto ha detto Gesù, sarà cosa ricompensata nella Parusia.
7)Suppongo che non mi vorrai più contattare; quindi ti auguro da ora ogni Pace e Bene e Buona Pasqua di Risurrezione.E anche a Narciso.
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#19   20 Febbraio 2008 - 21:23
 
PandoraLaGatta:
1) mi spiace che tu abbia inteso le cose che ho scritto come uno sfoggio di cultura; non volevano essere questo; ho solo portato delle argomentazioni che evidentemente non hai capito; è proprio questa la critica di Narciso, la mia lettera non voleva essere un testo contro nessuna religione, se mai voleva sottolineare quanto sia difficile difenderne i precetti verso se stessi quando in cambio di amore si riceve indifferenza; è allora che siamo più esposti alla vendetta e all'ira, e quindi, in una visione religiosa, pecchiamo;
2) se non hai voglia di dibattere oltre la superbia spirituale non è la mia ma la tua; probabilmente non accetti il diverso che, nel mio caso, è invece uno stimolo al confronto;
3) l'idea dei radicali non è un abominio, è una posizione che va rispettata; è forse l'unica cosa del loro pensiero che condivido; chi soffre deve essere libero di decidere se morire; è una cosa che coinvolge esclusivamente la sfeta individuale;
4) credo che delle persone che raccontano le proprie buone azioni Cristo abbia detto qualcosa del tipo: "hanno già ricevuto la loro ricompensa";
5) mi piacerebbe trovare la fede, ti assicuro che non smetterò mai di cercare;
6) Narciso è sempre provocatore nei suoi commenti; in sintesi ha solo detto che hai frainteso le mie parole; ed è vero... probabilmente sono stato io a spiegarmi male; non ti sembra di essere ridicola con sta storia dell'offesa arrecata che ti verrà ricompensata? In fondo da lì ad essere martiri differenza ne passa, o no? :)
7) supponi male; e credo che scappare non sia affatto una scelta cristiana; a questo punto sei tu che non ritieni questo luogo degno di riflessione e scambi la differenza per aggressività o peggio ancora per esibizionismo; ma imparare ad accettare il diverso non è forse parte dell'essere Cristiani?
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#20   20 Febbraio 2008 - 22:29
 
Eccomi;))) ciao
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#21   20 Febbraio 2008 - 23:42
 
1)Non sto scappando, ma l'atmosfera è divenuta un poco acida e pesante. Per questo preferivo non soffermarmi ad oltranza fra commenti e lazzi poco cordiali nei miei confronti.
2)Non trovo utile dibattere se non c'è un vero dialogo con l'interlocutore! E mi pare ovvio che chi si è considerato 'al di sopra', addirittura per iscritto, non lasci molto spazio sostanziale al dialogo.
3)Non mi 'vanto' delle buone azioni, ma ho accennato la mia esperienza decennale di l'Adozione a distanza per testimoniarti che parlavo delle Missioni in Africa in base a una esperienza personale, per me sincera e fondamentale.Vorrei anche chiarire che mentre per l'elemosina Gesù ha detto che non si deve fare sfoggio ("la vostra destra non sappia quello che fà la sinistra"), riguardo le buone azioni sta al contrario scritto in Matteo 5,14-16:" Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, nè si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perchè faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchè vedano le vostre opere buone e rendano gloria al padre vostro che è nei cieli." Dunque, non vedo perchè dovevo celare di avere una figlioccia adottiva in Uganda...
4)Non mi sento ridicola a credere che Gesù ricompenserà chi lo avrà professato a costo di impopolarità. Lo ha detto Lui stesso in Matteo 5,11-12! "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli.Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi." Ora è naturale che umanamente mi faccia piacere essere benvoluta, ma se mi capita di essere boicottata, so che almenociò ha un valore agli occhi di Dio. E poi di concetto di martirio io non ne ho proprio parlato. E ben altro; è morire per non rinnegare Dio. Scusa, ma sei tu che confondi concetti diversi. Credo che tu non lo abbia fatto per ridicolizzarmi. Ma sono cose distinte. Altro ancora è l'essere Confessori della Fede, cioè avere patito torture fisiche non mortali per causa della Fede. D'altronde, io ti ho detto da quale Facoltà di Teologia provengo e quindi per questo, e perchè faccio da anni anche un cammino di preghiera e studio bibblico in un movimento cattolico pentecostale magari ho una conoscenza della Scrittura un pò più approfondita dell'ordinario...)
5)Sono superfelice che tu stia cercando la Fede, perchè ciò vuole dire che Dio sta attirandoti. La Fede è Suo dono, e se la chiedi con umiltà e cuore sincero la riceverai. Solo ricorda che non è una conquista solo umana, anche se non esclude il raziocinio. Prega prega prega per domandare che Dio porti a compimento il suo volere su di te, ti bussi alla porta del Cuore ed entri a cenare con Te.Ti prometto che pregherò per te, e spero che qualche volta anche tu vorrai farlo per la sottoscritta...
6)Buonanotte!
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#22   21 Febbraio 2008 - 08:27
 
PandoraLaGatta: non risponderò punto per punto, perchè la discussione potrebbe andare avanti all'infinito; forse ciò che viene fuori dal confronto è che non può essercene uno, io credo per una semplice ragione: c'è una parte che è convinta di detenere la Verità e un'altra che questa verità la cerca; che poi le argomentazioni vengano scambiate per maleducazione lo trovo ridicolo; per quanto mi riguarda non ritengo di essere mai stato scortese, credo di aver discusso nel merito di ciascuna questione; il "dialogo" è stato condotto sicuramente su più fronti, forse troppi, generando confusione; possiamo forse trarre un'unica lezione: una spaccatura difficilissima da sanare tra cattolici e laici; ma se si rifiuta persino la discussione, non vedo proprio come si possa approdare a qualcosa; quando poi questi problemi si sposano con la politica le questioni si impongono con tutta la loro pensantezza, dato che la società in cui viviamo è comune;
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#23   21 Febbraio 2008 - 10:48
 
Carissimo,
mi hai invitata a guardare il tuo blog e sono venuta a portarti un saluto.
Non ho avuto tempo di leggere tutti i tuoi post, ho letto solo quest'ultimo e lo trovo interessante, ma consentimi di differire su diversi punti dello scritto.
Per quel che riguarda il chiedere qualcosa per la quale non siamo destinati o preparati, per me è inverosimile in quanto dalle mie se pur limitate conoscenze, tutti noi siamo destinati attraverso un meraviglioso disegno a qualcosa che aspetta solo il momento giusto di mostrarsi a noi. Complice ne è il nostro vissuto passato presente e futuro.
Non c'è niente di ciò che accede che sia fine a se stesso, tutte le nostre emozioni le nostre esperienze sono concime per un terreno fertile che aspetta solo il momento della semina, per poi gradualmente raccoglierne i frutti, è chiaro che è sottoposto agli eventi naturali che ne possono in parte stravolgerne la qualità, ma il risultato è lo stesso, basta solo avere la pasienza e curarlo proprio attraverso i ricordi e gli ideali che vorremmo perseguire.
Inoltre vorrei discutere del perdono.
Il perdono, quello vero nasce da una dimensione sovraumana ma che affonda le sue radici in questa esistenza terrena, plasmandosi attraverso quel movimento che apparentemente sembra falso o dettato solo dai momenti di compassione e passione che mettiamo nelle nostre cose umane.
E' un sentimento nobile di cui va presa una profonda consapevolezza del suo scopo non effimero ma unitario e mistico-reale.
Per l'identico motivo il vero bene e vero male non potranno mai essere invenzioni della nostra mente, ma è vicersa il bene e il male che anche in questo caso affondano la convinzione della loro esistenza sul nostro libero arbitrio.
Le tante parole, i grandi sermoni sono utili qualora il nostro principio vitale è in grado di recepirne il vero senso, al di là di atti concreti.
Gesù per esempio si è servito tanto della parola creatrice per far conscere all'uomo una realtà che non poteva concepire, a lui va dato l'onore del più grande sermone della storia, e le sue parole sono e saranno proiettate all'infinito perchè le stesse rigenereranno altre parole che l'uomo dotato del suo spirito libero sarà in grado di utilizzarle come fonte di bene o di male, questo spetta solo a noi.
Il vero amore esiste, non si misura mai con l'altro perchè questo gli impedirebbe di crescere e di rimanere puro per come è stato concepito. Il segreto secondo il mio modesto parere stà nel compiere l'atto senza investirlo di aspettative, ma solo imperniarlo di ciò che siamo e del motivo per cui lo stiamo facendo.
Possono questi concetti non piacerti e ritenerli fuori di ogni logica letteraria, ma sono quelli che mi hanno consentito di affrontare la mia vita e di mettere in campo le mie risorse per aiutare altri esseri umani che hanno bisogno di sentirsi tutelati ed amati, e tutto questo che gli altri ci credano o meno è uno scopo umanitario dal quale l'unico profitto che ricavo e la soddisfazione di sapere che l'amore e la passione permetteranno ad altri di sorridere e di rimanere vivi, nell'anima e nel corpo.
Ti abbraccio.
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#24   21 Febbraio 2008 - 14:42
 
rosalea: evidentemente su molte cose abbiamo idee diverse; credo sia utile discutere l'ultimo punto, quello in cui parli di logica letteraria; non esiste una logica letteraria, io non parlo di letteratura ma delle mie idee; è, se mai, parlandone che posso fare letteratura (se ci riesco non lo so); la semplice scrittura diventa arte quando riflette valori e difetti umani; non deve essere perfetta, purchè sia veritiera; non deve piacere a tutti, è anzi suo scopo suscitare reazione;
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#25   21 Febbraio 2008 - 21:05
 
Non ho voglia di impelagarmi in discussioni a tema religioso.

Concordo tuttavia con te: uno dei due capisce sempre prima dell'altro.
E' quello che ci frega.

E non sei noioso. :P
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#26   21 Febbraio 2008 - 23:42
 
Lo studio dei ricordi...mica è facile a volte ci vuole pazienza e semplicità e al giorno d'oggi sembrano un'utopia...
ti lascio un sorriso per una notte fatata!
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#27   22 Febbraio 2008 - 02:13
 
Ero una cristiana cattolica praticante. Ora non lo sono più, non sono più molte cose, crescendo ho abbandonato convinzioni, come dici te, per ricercare la verità, ma non esistono verità, non esiste niente. Si cresce, ci si invecchia e alla fine si crepa, ed è vero nessuno vuole cambiare perché ad ogni azione corrisponde una rinuncia.
Non penso più a Dio, per me non ha importanza credere in qualcosa che non esercita un effettivo cambiamento sulla mia vita, cerco però di ricordare tutte quelle persone che nella vita hanno parlato senza agire e costruito menzogne per proteggersi dal vero sacrificio, provo a non dimenticarle per non diventare un giorno come loro.
Ti faccio i miei complimenti per il post, è scritto molto bene, e anche se sono stanca mi ha fatto piacere leggerlo, fa pensare…e scusa se non ti ho risposto ma è stata una settimana un po’ particolare…’notte
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#28   22 Febbraio 2008 - 08:29
 
PupillaNera: ti capisco bene, anche io sono spesso tentato di mollare tutto; però credo che, al di là dello sconforto, vivere cercando sia il modo meno stupido di tirare avanti; chissà che quel Dio non sia più indulgente verso noi, che pur non credendoci lo abbiamo sempre pensato, che verso coloro i quali lo hanno dimenticato nella certezza della sua esistenza;
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#29   22 Febbraio 2008 - 09:39
 
Sospendo il giudizio sulla diatriba pseudo religiosa per concentrarmi su un dato di fatto : riuscire a guardare nella stessa direzione non è mai semplice o scontato. Ci illudiamo di parlare la stessa lingua, ma , in realtà, ognuno legge al suo libro e questo, spesso, non appartiene al medesimo scaffale. In teoria cerchiamo le stesse cose ma in modi diversi, con tempi e regole che non sono quasi mai uguali. Non è Dio , né tanto meno la religiosità ad essere messa in discussione il punto fondamentale, il fulcro di tutto (se vogliamo capirlo) è L’UOMO, questo animale illogico ma pensante, in perpetuo scavo e ricerca, che interagisce con il mondo, a volte ne è pure inghiottito, ma che continua a scavare, nonostante tutto …cercando di rimanere fedele ai suoi credo, sperimentando le sue tesi, mettendosi in discussione, pronto a imparare e a capire, pronto a rinunciare e a dichiarare la resa di fronte a chi segue percorsi diversi. Ognuno trae dagli eventi le sue conclusioni, ognuno dipinge il suo quadro in modi diversi, ognuno cerca il suo posto e prova a condividerlo; non sempre è facile incastrarsi con il mondo e gli altri…e allora ci alziamo, scrolliamo le spalle e puntiamo lo sguardo verso l’orizzonte avviandoci lentamente…da soli.
“La fede, così come l'amore, non passa attraverso la ragione.”

“Niente costa di più all'uomo che di seguire la strada che porta a lui stesso.” Hermann Hesse

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#30   22 Febbraio 2008 - 13:15
 
ciao Tolstoj buona giornata e buon week, a prestooooo
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#31   22 Febbraio 2008 - 21:59
 
Mi intrufulo in questo discorso sperando di non essere eccessivamente notata. Ora ho capito perchè non riesco mai a commentarti...tu rappresenti tutto ciò che penso, soprattutto per quanto riguarda le istituzioni religiose, per cui non posso aggiungere altro, solo che mi piace leggerti e ritrovare nelle tue parole un pò di me. Buon fine settimana
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#32   23 Febbraio 2008 - 09:49
 
post e commenti sono molto incisivi...
Forse la Chiesa come Istituzione non ha mai condannato apertamente il nazismo, ma sicuramente, la Chiesa fatta di uomini, santi e peccatori insieme, ha dato più volte questo messaggio nell'umiltà delle azioni e non nel clamore degli spalti.
Mi piacerebbe fare altre considerazioni, ma per ora mi fermo qui. Complimenti per i tuoi scritti!
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#33   23 Febbraio 2008 - 19:52
 
Mi limito agli aspetti piu' prettamente "umani" delle vicende, li sento piu' semplici e, proprio per questo, piu' profondamente veri.
Questo post avrebbe bisogno di riletture diversificate nel tempo e sicuramente vi scoprirei angolature, sfuggite alle letteure precedenti.
Ma ora, in questi preciso istante, e con i sentimenti che fungono da filtro personale rispetto all'oggettività di ciò che è scritto le frasi che mi colpiscono di piu' sono:
"Dilaniarci l’anima è la nostra vera vocazione."
che è esperienza comune agli uomini di ogni latitudine e cultura.
Forse l'amore ha senso e giustificazione solo in se stesso e non è causa di sofferenza solo se come tale si vive, senza pretendere per quello che proviamo, nulla in cambio.

Perchè se davvero, e lo credo, "l’amore è rinuncia all’autosufficienza" inevitabilmente sarà per noi che lo proviamo sofferenza estrema, da vivere consapevolemente, se lo si vuole vivere fino in fondo.

Quanto al rivivere i ricordi, credo non ci sia nulla di piu' lontano dalla oggettività di questo nostro frammentare in attimi, visti dal nostro singolare punto di percezione, l'eterno fluire delle esistenze che hanno intercettato la nostra esistenza.
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#34   23 Febbraio 2008 - 22:29
 
Non è semplice lasciarti un commento oggettivo, Angelo. Già ti dissi che i tuoi post portano ad una profonda introspezione. Sommariamente se questo è diretto ad una persona particolare, ha una ragione soggettiva che per chi lo vive “da fuori” può essere impenetrabile… Sono cristiana, ma seguo la filosofia buddista da svariati anni. Non mi sono mai definita “fanatica” o “conturbata da un credo pragmatico”… Ho imparato che l’Amore (quello con la A maiuscola) permea ogni mio respiro, MI respira… rinnovando la fonte e lo scorrere del flusso di Vita dentro la materia che MI contiene. Mi permetto, d’aggiungere un piccolo particolare filosofico per enfatizzare la differenziazione dei vocabili greci Filia – Eros e Agape. Nel buddismo abbiamo anche le tre forme: –amore affettuoso (visto come il sentimento di una madre per la propria creatura) –amore che apprezza (sentimento che riesce a “vedere” le qualità degli altri Esseri Senzienti) e –amore che auspica (desiderare che tutti gli altri Esseri viventi siano liberi dalla sofferenza).
Se si riesce veramente ad amare un altro Essere Umano, provando non un amore-attaccamento, ma bensì l’enfasi del sentimento… allora anche il perdono dovrebbe essere possibile e facilitato. E’ un voler comprendere che ogni incontro non è casuale: se una persona cammina sul nostro percorso terreno, lungo lo stesso sentiero, per un breve tempo… significa che noi (e lei) necessitava la vicinanza/esperienza per una breve durata. L’impronta indelebile che però ha lasciato nella nostra Mente… è archiviata. Vi sono altre persone che condividono le nostre emozioni e percorso per lunghissimi anni… e forse solo la morte ci separa da loro.
Questo è uno spunto di riflessione: perché?
Sono unicamente tentata di rispondere che questa è la ragione che mi ha sospinta a seguire la filosofia buddista… la mia vita ha finalmente raggiunto “il suo” scopo ed ho trovato la vera felicità dentro me stessa.
Buona domenica, serenità :-)claudine
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