“ (…) insistette il Selvaggio “è naturale credere in Dio quando si è soli, completamente soli di notte, e si pensa alla morte…”“Ma la gente non è mai sola al giorno d’oggi” disse Mustafà Mond. “Noi facciamo sì che gli uomini detestino la solitudine e disponiamo la loro vita in tal modo che sia loro quasi impossibile conoscerla mai”
(…)
“il valore risiede nella volontà particolare” disse il Selvaggio. “Esso mantiene la stima e la dignità tanto là dove sono preziose in se stesse quanto in colui che le pregia”
“Via, via” protestò Mustafà Mond “questo è correre un po’ troppo lontano, non vi pare?”
“Se vi lasciate andare a pensare a Dio, non vi lascereste degradare da amabili vizi. Avreste una ragione per sopportare pazientemente le cose, per fare le cose con coraggio. L’ho visto con gli Indiani.”
“Ne sono convinto” disse Mustafà Mond. “Ma noi non siamo Indiani. Un uomo civilizzato non ha nessun bisogno di sopportare alcunché di particolarmente sgradevole. E quanto a fare le cose, Ford lo preservi dall’avere mai simile idea in testa! Tutto l’ordine sociale sarebbe sovvertito se gli uomini si mettessero a fare le cose di loro propria testa.”
“E la rinuncia allora? Se credeste in un Dio avreste una ragione di rinuncia.”
“Ma la civiltà industriale è possibile soltanto quando non vi sia rinuncia. Concedersi tutto sino ai limiti estremi dell’igiene e delle leggi economiche. Altrimenti le ruote cessano di girare.”
(…)
“Ma Dio è la ragione d’essere di tutto ciò che è nobile, bello, eroico. Se voi aveste un Dio…”
“Mio caro, giovane amico” disse Mustafà Mond “la civiltà non ha assolutamente bisogno di nobiltà e di eroismo. Queste cose sono sintomi d’insufficienza politica. In una società convenientemente organizzata come la nostra nessuno ha delle occasioni di essere nobile ed eroico. Bisogna che le condizioni diventino profondamente instabili prima che l’occasione possa presentarsi. Dove ci sono guerre, dove ci sono giuramenti di fedeltà condivisi, dove ci sono tentazioni a cui resistere, oggetti d’amore per i quali combattere o da difendere, là certo la nobiltà e l’eroismo hanno un peso. Ma ai nostri giorni non ci sono guerre. La massima cura è posta nell’impedirci di amare troppo qualsiasi cosa.””
(Aldous Huxley – Il mondo nuovo)
Nota:
Come sarà la dittatura del futuro? Sarà sanguinaria e repressiva? Perseguiterà i dissidenti avvalendosi di una moderna inquisizione? O gli uomini veranno storditi da una sorta di libertà drogata? condizionata al potere di una classe dirigente che ne manovrerà le azioni agendo dietro le quinte? Per intorpidire i sensi non si dovrà ricorrere a metodi violenti. Lo scenario più probabile non sarà, in altri termini, quello dipinto da Orwell nel capolavoro “1984”. Al fine di sedare gli animi e far sparire dalla mente ogni desiderio di libertà e autodeterminazione basterà combattere il soggettivismo, appagare gli istinti, distruggere tutto quanto stimoli una riflessione individualistica (o, che è lo stesso, ogni forma di arte e cultura). Questa operazione verrà fatta in sordina. Non saranno necessari indici di libri proibiti, ma diverrà sufficiente spacciare per capolavori testi mediocri che anneghino nella cartaccia Shakespeare e Dante; ancora, non si dovranno bruciare le pellicole più pericolose, ma produrre e distribuire film senza contenuti, che narrano storie fatte per il puro intrattenimento; l’istruzione, poi, (quella vera) non dovrà essere per tutti ma solo per una minoranza ristretta; e l’informazione dovrà svuotarsi di contenuti; inoltre, sarà preferibile incoraggiare l’uso di droghe per tenere a freno le menti propense all’insoddisfazione e distruggere i concetti di Dio e Spiritualità. In sintesi, si dovrà fare dimenticare agli uomini cosa vuol dire amare. E’ così che Aldous Huxley immagina il futuro totalitarismo, il più temibile e perfetto. Lo fa negli anni trenta scrivendo un romanzo profetico e visionario. Impossibile, leggendolo adesso, non ravvisare i malanni delle moderne società occidentali.
Ancora oggi, come in passato, il potere cambia forma, tessendo le proprie trame secondo nuovi, inquietanti disegni, pronto a circuire gli uomini per piegarli alla schiavitù di pochi. Non ci è dato sapere se questa operazione riuscirà. Di una cosa siamo sicuri: il lavoro dei tiranni sarà senz’altro più complesso finchè l’umanità continuerà ad ascoltare la voce dei grandi saggi come Huxley.








