martedì, 11 dicembre 2007
Ernest_Hemingway“ (...) “Quanti ne hai uccisi?” domandò a se stesso. “Non lo so. Credi di avere il diritto di uccidere chiunque? No. Ma sono costretto a farlo. Quanti di quelli che hai uccisi erano veri fascisti? Pochissimi. Ma sono tutti il nemico, alle forze del quale opponiamo le nostre forze. (...) Non lo sai che è male uccidere? Sì. Ma lo fai ugualmente. Sì. E sei sempre assolutamente convinto che la tua causa sia giusta? Sì. E’ giusta”, egli disse a se stesso senza riuscire a rassicurarsi, ma con orgoglio. “Io credo nel popolo e nel suo diritto di governarsi come crede. Ma non devi credere nel diritto di uccidere. Devi uccidere per necessità, ma non devi crederci. Se ci credi allora tutto è sbagliato. (...) io non voglio contare la gente che ho ammazzata come trofei di caccia o di una faccenda disgustosa come le tacche su un calcio di fucile. Ho il diritto di non contarli e ho il diritto di dimenticarli. No” disse a se stesso. “Tu non hai il diritto di dimenticare nulla. Non hai il diritto di dimenticare nessuna cosa o di diminuirla o di alterarla.””

(Ernest Hemingway – Per chi suona la campana)

Nota:
Così Ernest Hemingway narra i dubbi di Robert Jordan, protagonista di uno dei suoi romanzi più memorabili. La trama si dipana attorno ad un’azione di sabotaggio durante la guerra civile Spagnola che vede opposte le truppe repubblicane e quelle del generale Franco. Robert è un intellettuale americano partito volontario per la Spagna. Non è un marxista ma crede nel popolo e nel suo diritto si governo, nella libertà e nella ricerca della felicità. Ed è disposto ad uccidere per una società più giusta. Lo fa con rimorso e tormento ma in nome di qualcosa di grande. Così si eleva l’Uomo, così conquista la civiltà: passando per la barbarie, impantanandosi nelle atrocità commesse in nome di opposte fedi politiche. Hemingway è testimone attento e solerte: seziona meticolosamente la guerra svelandone l’orrore. Lo fa con semplicità, acutezza, passione, usando un linguaggio essenziale e perfetto, folto di dialoghi indimenticabili. “Per chi suona la campana” è un volume immancabile nella biblioteca di ogni appassionato, un’opera unica e coinvolgente che riesce a scuotere sin nel profondo. Impossibile ignorare come nel tormento del protagonista si rifletta la mente misteriosa dell’autore, artista maturo e fragile, punto di riferimento imprescindibile per gli scrittori di ogni tempo.

postato da: tolstoj76 alle ore 11:10 | Permalink | commenti (94)
Commenti
#1   11 Dicembre 2007 - 11:13
 
Bellissimo brano Tolstoj. Scelto con cura e commentato divinamente. Un popolo dovrebbe governarsi da solo senza uccidere. Tuonano queste parole di Ernest, attuali più che mai.
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#2   11 Dicembre 2007 - 13:42
 
Bellissimo concetto sì, ma inutile nascondersi che ci sono stati momenti storici in cui non c'è stato tempo per fare questo tipo di riflessioni, si moriva e si uccideva prima di poter pensare in astratto e spesso, anzi quasi sempre, si moriva e si uccideva da giovani.
Ora vorrei dire MAI PIù e vorrei che lo dicessero tutti.
Insieme a questo però non credo debba passare, neanche sottotraccia, neanche in forma infinitesimale, l'idea che ogni parte sia stata in certi frangenti storici uguale all'altra: ci sono stati momenti in cui non avrebbe avuto senso neanche pronunciare un concetto come quello del "una parte uguale all'altra".
Certo, penso a quelli tornati da quell'esperienza e ai loro tormenti...perchè chi ha meditato veramente quella scelta l'avrà sicuramente anche sofferta: uccidere è sempre sacrilego.
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#3   11 Dicembre 2007 - 14:02
 
Hemingway! amo ciò che scrive e odio lui in quanto persona. Forse me l'hanno fatto studiare troppo al liceo è lì il problema.
lascio una cosa che è linkata sul mio blog www.youtube.com/watch
non so se il link funzionerà, è un video di una lettura fatta da Gigi proietti: Mio padre è morto a 18 anni partigiano.
Non so dare un opinione su un tema così tremendo posso solo aggiungere del materiale neanche troppo pertinente.
La guerrilla di Spagna, la Pasionaria... Sono realtà assai differenti dal fascismo pur avendo mille punti di contatto con esso. Franquisti e Fascisti... i punti in comune più rilevanti sono sempre i più atroci. parliamo di gente violentissima.
La vergogna è che noi in Italia abbiamo i Neo-fascisti (credo ci siano pure i neo-nazisti in Germania. Grazie a Dio in Spagna di neo-franquisti non ne ho sentito parlare sarà che hanno altri problemi con gli independentisti che non si sa se hanno torto o ragione... quanti -isti!)
Ora regna l'apparente calma della globalizzazione con le sue guerre in sordina in oriente e nel terzo mondo... non so se ne trarremo un evoluzione. non ci voglio pensare.
ci sono ancora bambini che sparano è già abbastanza atroce sapere questo.
L'estratto è stupendo, vorrei solo che fosse letto da tutti quelli che sono stati o saranno, per un giorno o per una vita, soldati per un idea o per un popolo. magari assieme al resto del libro.
Un bacione!!

Aurora
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#4   11 Dicembre 2007 - 14:43
 
Ho letto Hemingway e vidi anni fa un film sulla storia della sua vita... mi appassionò molto quando ero molto giovane, ed ancora lo 'riscopro' ogni tanto, come adesso... bello il pezzo ke hai scelto, e trovo le tue 'recensioni' sempre valide, molto adeguate.
A presto....

Isabel*
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#5   11 Dicembre 2007 - 15:06
 
"...mi sono sempre chiesta dove si mettono i nasi".
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bette

#6   11 Dicembre 2007 - 16:23
 
salto carpiato con avvitamento..
bisù
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#7   11 Dicembre 2007 - 23:28
 
maturo e fragile!! ha avuto una vita incredibile.. perchè poi si è suicidato!?
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#8   12 Dicembre 2007 - 08:32
 
Si, un popolo dovrebbe governarsi da solo senza uccidere, così come una civiltà dovrebbe sfamarsi da sola senza affamarne altre... e si potrebbero portare mille altre similitudini. Non c'è fede tanto grande da porre termine alla vita dei singoli.
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#9   12 Dicembre 2007 - 08:58
 
un popolo dovrebbe governarsi da solo e basta, prima o poi arriverebbe anche a non uccidere/rsi
baci
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#10   12 Dicembre 2007 - 09:03
 
Ho letto il tuo commento tutto d'un fiato. Fa riflettere ciò che diceva Hemingway, la necessità dell'uomo di uccidere il suo simile per ideali di libertà. Certo dopo c'è anche il tormento.
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#11   12 Dicembre 2007 - 10:28
 
Eccomi qui nel tuo blog e sono al primo commento....emozionante questo primo post....sia le parole del grande autore sia le tue....e meditando un po' posso dirti che in fondo l'uomo è sempre lo stesso, nel passare dei secoli, questa coscenza o non coscenza nel fare la guerra, nell'uccidere, nella violenza rimane alterata nei secoli.
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#12   12 Dicembre 2007 - 18:55
 
Ciao Ho letto il libro , tanto tempo fa ,ho addirittura l'originale , è stato bello risentire le parole alquanto tristi di chi deve fare i conti con le proprie azioni,grazie per la visita/ ci si sente
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#13   12 Dicembre 2007 - 21:43
 
No non ce la faccio. Ho creduto anch'io un tempo di poter trovare una ragione nel versare il sangue altrui per una GRANDE causa .. ma proprio non ce la faccio. Che cos'è il popolo? Esiste forse UN popolo? O più semplicemente esistono persone che parlano un idioma, altre che ne parlano un altro, alcune che hanno un carattere introverso, alcune che sono gioviali e aperte, alcune odiose alcune simpatiche! No, solo a una conclusione sono giunto: è sempre comunque assolutamente NEGATIVO spegnere una vita quandanche fosse la peggiore e quandanche la causa fosse la migliore.
Il Pidocchio
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#14   13 Dicembre 2007 - 09:24
 
MrMan: credo che Hemingway non volesse difendere la guerra, anche xchè come pochi ne aveva conosciuto l'atrocità; sono convinto, piuttosto, che dinnanzi a certe prevaricazioni volesse amplificare con forza un messaggio preciso: gli uomini hanno il diritto e il dovere di non farsi manipolare; il mio commento va invece in un'altra direzione, è una constatazione amara: purtroppo la barbaria pare essere stata un male necessario studiando la storia; la nostra civiltà ha avuto un prezzo preciso, il sangue di quelli che sono morti per i nostri diritti; tali diritti sono sempre molto fragili e corrosi dagli uomini, è per questo che non si dovrebbe abbassare la guardia (una malattina particolarmente diffusa in italia dove la classe dirigente nasconde dietro parole altisonanti giochi vecchi e bugiardi).
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#15   13 Dicembre 2007 - 14:18
 
Hemigway per i suoi scritti, per la sua vita, per il suo tormento è uno se non il mio scrittore preferito.
Ho letto di quasi tutto di lui. Lo amo. Grazie per aver ricordato lui e questo brano bellissimo!
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#16   13 Dicembre 2007 - 15:25
 
Io provo con il secondo, ma solo per cose di cui vale davvero la pena ;)

Tu?

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#17   13 Dicembre 2007 - 15:34
 
ti lascio un grande saluto....complimenti per i post..
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#18   13 Dicembre 2007 - 15:46
 
è un gioco di parole,la vita non credo abbia un lieto fine,non sempre,ma tu hai capito la sostanza :)
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#19   13 Dicembre 2007 - 15:56
 
Oltre che significativo, questo brano, mostra come la verità dell'uomo passa attraverso cunicoli e trappole di ogni genere. L'idea, l'ideale e le scelte che si fanno, non sono mai semplici e lasciano delle vittime.
Michele
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#20   14 Dicembre 2007 - 08:52
 
Bellissime parole e bei concetti, l'arte della riflessione...peccato che poi gli errori si facciano comunque...un dolce bacio..;-)
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#21   14 Dicembre 2007 - 11:12
 
GRAZIE, UN ABBRACCIO
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#22   14 Dicembre 2007 - 14:21
 
ecco Haming a pelle è stato da subito estromesso dalla mia libreria e dalle mie conoscenze...ma sarà tempo di ammetterlo...

un bacio
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#23   14 Dicembre 2007 - 17:50
 
Bello il brano e bello il commento di straordinaria attualità purtroppo. Sotto l'aspetto morale potrebbe essere stato scritto nei nostri giorni, perché non è cambiato niente. Qualcuno si arroga dei diritti che chiaramente non ha, ma l'arroganza e la prepotenza diventano legge con la forza. Uomini costretti ad uccidere altri uomini perché il loro mestiere è quello, ma verso i quali non hanno nessun odio. Classiche le crisi di coscienza di molti militari americani nel Vietnam. E adesso in Iraq... Ciao.
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#24   14 Dicembre 2007 - 18:34
 
Proprio in questi giorni ripensavo a Hemingway, così casualmente. Mi chiedevo come abbia potuto uno come lui impazzire e poi uccidersi...dopo tutte quelle avventure, i viaggi, i libri...la vita è imprevedibile!!
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#25   14 Dicembre 2007 - 19:29
 
l'ho letto in classe qualche giorno fa, un altro brano ovviamente.... ma forse per ragazzi di 15 anni è un po' troppo pesante :)
maluna
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#26   17 Dicembre 2007 - 10:54
 
ciao.in questi giorni ho trasloco, spettacolo, (su stachura), e prove ,ma non ho dimenticato il tuo racconto,di cui tra l'altro ho letto la prima pagina domenica e che dire? mi coinvolge, molto.Giovedì avrò un giorno libero,voglio dedicargli del tempo migliore di quello rubato tra un impegno e l'altro.Ti scriverò,ciao
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#27   18 Dicembre 2007 - 12:34
 
grazie della..visita.
have a nice day,
kj
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#28   18 Dicembre 2007 - 12:48
 
Bello.

Buona giornata. :)
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#29   18 Dicembre 2007 - 13:01
 
Auguro a te un sereno
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Un caro saluto

Nicoletta Perrone
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#30   18 Dicembre 2007 - 16:43
 
Finalmente riesco a lasciare il commento..
splinder ogni tanto si incatena!!
Buona serata
scrivi al blog
Runa*
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#31   18 Dicembre 2007 - 17:30
 
come va? che fai?
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#32   18 Dicembre 2007 - 17:37
 
"Ma non devi credere nel diritto di uccidere. Devi uccidere per necessità, ma non devi crederci". Bel brano... anche se non si uccide, è meglio...Giulia
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#33   19 Dicembre 2007 - 09:22
 
Uccidere è amorale in ogni caso.. la via d'uscita esiste sempre per raggiungere un compromesso, ma spesso gli uomini si comportano come i bambini, ma i loro giocattoli sono letali!
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#34   19 Dicembre 2007 - 10:32
 
SEi solo un cafone
richiedi commenti a sconosciute
e non lasci mai un commento
Vuoi fare la BLOGSTAR
eccoti accontentato
NON TI CONOSCO
NON MANDARMI PIU? MESSAGGI
CHE MI INTASI CON LEV TUE RICHIRESTE
CAPITOOOOOOOOOOOOO
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#35   19 Dicembre 2007 - 10:33
 
Hemingway è insuperabile, in certi passaggi, fulminante: "Ma non devi credere nel diritto di uccidere. Devi uccidere per necessità, ma non devi crederci. Se ci credi allora tutto è sbagliato."
Io penso che lui ci credesse, nel diritto di uccidere. Per questo trovo ancora più meraviglioso che nella sua prosa egli superi i suoi limiti umani.

Complimenti per il blog.

sabrina
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#36   19 Dicembre 2007 - 10:41
 
Ragione piena, la guerra non si può cancellare, nè giustificare, se non all'estremo della necessità, di pericolo. E non puoi dimenticare se hai fatto del male, sarà sempre lì come vedetta, a ricordartelo.
Bella scelta
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#37   19 Dicembre 2007 - 10:49
 
Complimenti... sicuramente tornerò a leggere i tuoi prossimi post...il commento ad Hemingway è veramente bello e i versi che ho letto all'interno del blog sono magnifici... complimentoni davvero...
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#38   19 Dicembre 2007 - 10:51
 
:*
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#39   19 Dicembre 2007 - 10:54
 
marisolsplinder: di solito non scendo in polemica; ho letto il tuo blog e, dato che abbiamo interessi comuni, ti ho chiesto, a mio parere educatamente, di passare a leggere qualcosa da me; non penso di essere stato offensivo; in ogni caso la tua reazione, per quanto stupida, non verrà censurata; certo avrei preferito un commento intelligente anzicchè delle idiozie come quelle che hai scritto.
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#40   19 Dicembre 2007 - 13:17
 
augurissimi di buone feste, con affetto sincero!
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#41   19 Dicembre 2007 - 14:57
 
Chissà se si potrà ricordare che l'umanità decida di non uccidere i suoi simili...

Buone Feste dolce amico
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#42   19 Dicembre 2007 - 16:51
 
eccomi qui..zarima-poetica.
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#43   20 Dicembre 2007 - 10:56
 
< ...E' quando cala il silenzio e si rimane soli con la propria coscienza che si fanno i conti con le azioni commesse: al di là della difesa della libertà e di ciò in cui uno crede fermamente, c'è sempre la realtà della violenza crudele che l'anima non accetta. Ti faccio tanti auguri di un sereno Natale, con affetto, Angela>
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#44   20 Dicembre 2007 - 11:50
 
Dovrò leggere il libro...è tanto che lo dico...ora mi hai messo curiosità!grazie...
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#45   20 Dicembre 2007 - 13:00
 
passo per lasciarti gli auguri...felice natale...colmo di tanto amore.....
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#46   20 Dicembre 2007 - 13:36
 
...complimenti...
Per chi suona la campana...
è un libro che ho letto un po di tempo fa...forse troppo, meriterebbe di essere, (da parte mia) riletto. :-)

Un saluto e un Augurio di Buon Natale.
Ciao.

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#47   20 Dicembre 2007 - 15:15
 
Ti auguro una pioggia di stelle cadenti, per poter esprimere ed esaudire i tuoi desideri più grandi! BUON NATALE!....un besito
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#48   20 Dicembre 2007 - 20:01
 
L’Associazione Culturale Musa Calliope, augura un sereno

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Un caro saluto dal Presidente

Nicoletta Perrone
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#49   20 Dicembre 2007 - 22:30
 
Un dolce abbraccio a te anima per un Natale sereno e pieno di calore e che questo giorno sia di esempio non solo per il giorno stesso ma per tutto l’anno che sta per arrivare, buon 2008 con affetto Mariaelena
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#50   21 Dicembre 2007 - 09:22
 
A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore. A chi saluta
ancora con un bacio. A
chi lavora e si diverte di
più. A chi va in fretta in auto, ma
non suona ai semafori. A chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse. A chi spegne
la televisione per fare due chiacchere. A chi è
felice il doppio quando fa a metà. A chi si alza presto
per aiutare un amico. A chi vede nero solo quando è buio.
A chi non aspetta Natale
per essere
più buono
AUGURI
DI UN BUON NATALE 2007


Da domani sono in ferie ma...inutile dirti che aspetto una telefonata di auguri a Natale......:))))
Bacio
Alex
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#51   21 Dicembre 2007 - 13:24
 

Spero tu possa trascorrere questi giorni serenamente


con il calore degli affetti più cari.


Con vero sentimento.


Solo questo. Che poi è tutto.


Tutto il resto è un "di più".



Buon Natale!

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#52   22 Dicembre 2007 - 15:39
 
Ne approfitto ora... Tanti auguri di buon Natale a te e a tutti i tuoi cari!
Un abbraccio!
Chiara
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#53   22 Dicembre 2007 - 21:40
 
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#54   23 Dicembre 2007 - 13:33
 
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