E' da stolti indagare la carne,osare succhiarne il segreto:
così m'iniziasti al tuo corpo,
dogma pregno di vizi.
Sospiri e vaghe chimere,
voglie d'un aprile infinito,
doni del tuo umile servo.
Speranze e audaci preghiere,
pure come docili agnelli,
ignari della gelida lama.
Eccoti, prova suprema,
avvenente sfida del tempo.
In estasi, abdico inquieto,
divorato nel tuo losco martirio.








