Se capissi chi seismetterei di cercarti,
e amputare, in tuo nome,
sogni ad incastri.
Siedi su un trono d'avorio,
vestita di austera bellezza,
gustando, smarrita,
ogni mia tenerezza.
Sei lenta coi sentimenti:
sassi nel dirupo dei giorni,
anime morte
e specchi deformi.
Che paura!
il rossore, le labbra tremanti;
Eppure ti danni,
e piangi d'affanni.
Avanti! Combatti...
sottile è il confine degli atti,
labile quello dei corpi,
muto come tempo di morti.
Ore di scontri le nostre,
e dolcezze strappate al destino.
Momenti ormai guasti,
sepolti nella luce degli astri.
Guardaci, soli,
in un oceano d'inganni,
sfuggire e trovarci,
vicini e distanti.
Non correre!
Arrenditi a mani tremanti,
e lascia che ti anneghi nel nero,
nell'inchiostro di parole vibranti.








