venerdì, 07 settembre 2007
defabris“O mio bambino adorato, conforto dei miei giorni, tu morirai e lascerai me, sola, nella sventura...”, sospirava tra le lacrime e il pubblico ne osservava, incantato, lo sgomento. Lacrime finte, pensava la gente, virtuosismi d’attrice consumata. Lacrime di madre, piuttosto. Ester c’era riuscita sempre, sul palco, a dimenticare la vita, ma quella sera... quella sera le pareva impossibile nascondere se stessa. “Ti uccide la nobiltà del padre, vita per altri, morte per te. Quale vantaggio dal valore di tuo padre?”, soffiava disperata, e i versi di Euripide evocavano immagini fumose, granelli di tempo sfuggiti dalle dita stanche dei secoli. Aveva interpretato il ruolo di Andromaca molte volte, con talento ed entusiasmo, in cento, mille luoghi diversi. Tante, troppe mani l’avevano applaudita. Mani minute di donne e bambini, entusiaste di giovani e anziani, mani di porcellana calzate da ragazze incantevoli e d’ebano appese ai polsi di signori raffinati. Mani di cera, mani d’osso, come quelle del suo povero bimbo, morto dopo mesi d’agonia in un letto d’ospedale.

La brezza sottile spazzava senza sosta il teatro greco e lo sfiancante tentativo degli attori veniva accolto dalla terra senza ombra di sospetto. Un sole pallido moriva lento, inesorabile come il destino, e l’aria umida si sbriciolava nel velluto della sera. Ester stava là, a recitare la sua parte... ed era Adromaca, come nessuna, come tutte le donne mutilate. “Entrai un giorno nella casa di Ettore non per generare un figlio vittima dei Dànai, ma un re d’Asia. Tu, piccolo, ora piangi: senti le tue disgrazie. Perché ti attacchi a me, afferri le mie vesti e come un pulcino ti affidi alle mie ali? Ettore non tornerà su dalla terra, con la sua lancia, a portarti salvezza.”, quale salvezza? Non esiste salvezza, pensava. “(...) Orrendo il salto, giù dalle mura alte, ti spezzerà il respiro. Tenero abbraccio di tenere braccia, dolce soffio della tua pelle: questo seno, invano, ti ha nutrito in fasce; invano mi sono consumata nelle mie fatiche.”, invano... s’era consumata. Per un pugno d’ossa rotte, macerate nel sidro pestifero degli anni. Lo aveva seppellito, quel bimbo, incapace di versare una lacrima. Ad Andromaca neppure questo fu concesso... gli sconfitti maledivano la vita che li malediva. Ora, sul palco, due anime lontane si confondevano nel sogno fluttuante, senza logica, dell’esistenza che ripropone i propri drammi.

troiane
“Abbracciala, tua madre. Posa qui la tua bocca. E voi, Elleni, che avete escogitato torture da barbari, perché assassinate questo mio figlio, che non ha colpe?”, colpe... da quando agli dèi importavano le colpe? “E tu, Elena (...)”, malediva, mentre l’astio per la vita insinuava nella voce battute biascicate dal destino. “Prendetelo allora, e portatelo via, e gettatelo giù, se così deve essere. Sbranate le sue carni. Mangiate le sue carni. Gli dèi ci distruggono e la morte da questo bambino ormai non possiamo tenerla lontana. E poi nascondete il mio povero corpo, gettatelo sulla nave. Io perdo mio figlio e vado alle mie nozze, belle.”, gli dèi distruggono... distruggono tutto, gridava Ester avvolta nel silenzio, mentre il vento la conduceva fuori dal palco, dietro le quinte primitive in cui da secoli si celebrava il sacrificio. Poi, senza esitazioni, giù per scale di legno, e ancora, sul ciglio del dirupo solitario. No, non avrebbe ricevuto altri applausi... qualche lacrima, forse. Questo il suo ultimo pensiero, pochi istanti prima che si gettasse nell’abisso.

teatro_di_segesta
Nota:
goodnightmoon88 (www.splinder.com/profile/goodnightmoon88), un’amica blogger, mi ha proposto, tempo fa, di fare la riduzione “on line” di qualche mio racconto. M’intrigava l’idea di una prosa molto breve, non altrettanto quella di una “riduzione”. Ho pensato che sarebbe stato più interessante scrivere una “very” short-story nuova, fruibile in qualche minuto di lettura. Lo spunto è nato da una tragedia di Euripide (le troiane), cui ho assistito questa estate, a Segesta, nello splendido scorcio del teatro greco. Come sanno bene coloro che frequentano queste pagine, nel blog amo citare i classici... da lì la trovata di ricamare la trama attorno ad un estratto. Ho chiosato i pensieri di Ester, la mia attrice immaginaria, sui versi pronunciati da Andromaca. Per chi conoscesse poco la mitologia, dirò che quest’ultima era la moglie di Ettore (ucciso da Achille dinnanzi alle mura di Troia in quello che costituisce, probabilmente, l’episodio più alto e vibrante dell’Iliade di Omero e quindi della letteratura di sempre); dopo la fine della guerra, Adromaca venne consegnata a Neottolemo (figlio di Achille) e suo figlio, Astianatte, venne gettato, su suggerimento di Ulisse, dalle mura della città distrutta. Spero che il mio piccolo esperimento sia stato di vostro gradimento. Come sempre, sono gradite critiche e commenti.

postato da: tolstoj76 alle ore 10:16 | Permalink | commenti (64)
Commenti
#1   07 Settembre 2007 - 10:28
 
Andromaca che rivive in Ester, in una sorta di magia che accomuna il sentire del dolore. Dolore di donne, dolore di madri, che hai saputo rendere benissimo in questo racconto che, ti confesso, mi ha fatto vivere le emozioni della protagonista.
Complimentissimi!
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#2   07 Settembre 2007 - 10:39
 
Un abbraccio e buon fine settimana
Kisssies
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#3   07 Settembre 2007 - 10:45
 
Complimenti sei veramente molto bravo, mi è piaciuto veramente tantissimo . Buona giornata
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#4   07 Settembre 2007 - 10:47
 
Letto tutto il post
leggero' i post arretrati appena ho tempo
davvero piacevole leggerti
Buona giornata
Serena
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#5   07 Settembre 2007 - 11:05
 
andromaca una donna madre non così fragile come la protagonista del tuo racconto, Ester. Ricordo che nell'Eneide Andromaca trovava una sua pace, dopo la morte di Neottolemo, sposando Eleno, fratello di Ettore ritornando in un certo senso alla sua famiglia di origine. La tua ester è forse più moderna e drammatica. Interessante lo stile di passare dai versi classici alla narrazione parallela.Una sorta di reincarnazione del mito greco. complimenti!!!!
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#6   07 Settembre 2007 - 11:10
 
Bravo!
Suggestivo scritto!
Complimenti!
ciao
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#7   07 Settembre 2007 - 11:17
 
veramente bello...da brivido i versi di eschilo alternati ai pensieri i ester...
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#8   07 Settembre 2007 - 11:52
 
Complimenti epr il racconto, e poi con simili fonti di ispirazione... ;-)
Il teatro di Segesta a me piace molto, per le tragedie classiche, perchè è raccolto e tutto avviene a due passi dallo spettatore. Meno scenografico di Taormina e meno dispersivo di Siracusa, io trovo, anche se certamente quei teatri sono di una bellezza mozzafiato ma forse proprio per questo a volte rischiano di distrarre l'attenzione dalla tragedia che vi viene rappresentata.
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#9   07 Settembre 2007 - 12:14
 
passione, balìa di tormenti, angoscia e incapacità di reagire.

il desiderio estremo del nulla..del tutto.

touché
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#10   07 Settembre 2007 - 12:56
 
struggente. bello ;)

..che dici, il prossimo sarà a lieto fine?

un sorriso ;)
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#11   07 Settembre 2007 - 13:01
 
In cosi poco spazio sei riuscito a far nascere e morire la vita piena di strazio di una donna. Complimenti.
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#12   07 Settembre 2007 - 13:01
 
Il tuo stile è inconfondibile.. e come sempre in me trova un pubblico attento e interessato..

Bravo :-)

Continua così!
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#13   07 Settembre 2007 - 13:05
 
La tragedia greca è stata la culla del mio sentire fin da bambina e non ha smesso mai di accompagnarmi anche nelle mie storie, la base è semnpre quella. fantastica la riduzione moderna che ne hai tratto. Le troiane è un pilastro. Esprime al massimo il sentimento di una donna-madre-donna.
Bravo,
ciao
Rossella.
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#14   07 Settembre 2007 - 13:07
 
l'Iliade mi piace, la storia di Ettore e Andromaca è molto triste...
cmq è bellissimo il rifacimento dell'Iliade nel film Troy...te lo consiglio (anke se il regista nn rispetta molte cose..)
ciao:-)
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#15   07 Settembre 2007 - 13:09
 
vuoi farci intristire tutti al rientro dalle vacanze? :))
bravo, complimenti!
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#16   07 Settembre 2007 - 13:12
 
scusa scusa scusa...ma le troiane non sono di euripide?

ho fatto l'esame di greco un pò di anni fa,quindi non ricordo.erano parecchie tragedie...
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#17   07 Settembre 2007 - 13:12
 
Non ho letto l'originale greco , ma solo il riferimento dell'eneide . Posso però dire che sei riuscito , complimenti , a mettere in atto questa massima presa da un fumetto ( mi pare topolino ) solamente rendendo presente il passato il classico avrà un futuro , Quando ho tempo , ho un esame tra pochi giorni , leggerò gli arrettrati . ti aspetto nel mio ... ehm.... nostro blog .
Concludo unendomi alla richiesta dell'utente morgelyn chiedendo un finale a lieto fine . e sugerendoti per la prossima volta di concertrarti anche sui classici italiani , non solo su quelli greci e latini
ciao cdv
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#18   07 Settembre 2007 - 13:40
 
Mi ha fatto effetto. attrice e personaggio confuse nella disperazione. .....arriva...arriva tanto. Almeno a me arriva tutto dritto e chiaro. bello. Bravo. Continuerò a leggerti
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#19   07 Settembre 2007 - 13:47
 
Mi è arrivato dritto. E poi le Troianesono è molto molto forte. Bello. Attrice e personaggio confusi nella disperazione. Arriva... Continuerò a leggerti.
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#20   07 Settembre 2007 - 14:59
 
Ti ripeto ancora una volta che sei bravissimo; La donna greca e la donna d'oggi, in parallelo; Andromeda , abituata a vivere come se tutto fosse predeterminato e dominato dagli dei subisce, con grande dolore, maledicendo l'Olimpo ed i suoi abitanti, ma in certo modo passivamente, perchè l'essere umano nulla può contro il fato. Ester, l'attrice, è una donnna d'oggi stanca d'interpretare Andromeda sul teatro, e di ricevere applausi per un dolore che è anche realmente, nella vita odierna. Si ribella al destino nell'unico modo in cui può farlo , anche se tragico.
Bravissimo. Ti aspetto sul mio blog( puoi pubblicare questo post, mi farebbe molto piacere) Ciao
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#21   07 Settembre 2007 - 14:59
 
Oh...splendido racconto, davvero!
Adoro la mitologia greca.
I miei complimenti, davvero.

Adrienne
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#22   07 Settembre 2007 - 15:13
 
ho letto e tradotto e pure imparato a memoria un centinaio di versi in metrica al liceo delle "Troiane", che ho sempre pensato fosse la piu' moderna delle tragedia greche che ho studiato, leggo quindi con molto piacere questo tuo pezzo.
tu ne hai interpretato davvero in maniera magistrale il fulcro.
andromaca era donna forte sì, ma vulnerabile non solo per un cattivo destino, ma anche perchè donna ferita negli affetti , nell'anima, e rappresenta con grand lucidità molte donne di oggi ferite e sopraffatte da un destino che non riescono a gestire.
bravo!
chicca
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#23   08 Settembre 2007 - 08:22
 
Molto bello!!!
Piaciuto!!
Buon w.e.
C;)
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#24   08 Settembre 2007 - 09:11
 
perchè sofffrire è cosa naturale....è amore non dolore...
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#25   08 Settembre 2007 - 10:36
 
Ogni volta ke passo da te..mi soffermo con piacere a leggere...passo molto molto bello...e toccante.
Saluti ;) e a presto!
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#26   08 Settembre 2007 - 10:43
 
Ha scritto Albert Camus…

“Viene sempre un momento nella vita di un artista in cui egli deve fare il punto, avvicinarsi al proprio centro, per cercare poi di mantenervisi. […] Nel sogno della vita, ecco l’uomo che trova le proprie verità e le perde, sulla terra della morte, per tornare attraverso le guerre, le grida, la follia di giustizia e d’amore, e finalmente attraverso il dolore, verso quella patria tranquilla in cui anche la morte è un silenzio felice. Ecco ancora…Si, nulla impedisce di sognare, anche nel tempo dell’esilio, poiché questo almeno so, di scienza certa, che un’opera umana non è nient’altro che questo lungo cammino per ritrovare, con i sotterfugi dell’arte, le due o tre immagini semplici e grandi sulle quali una prima volta il cuore si è aperto.”

Ho pensato che per Ester una di queste immagini era stata una immagine di dolore di fronte alla quale un tempo il suo cuore si era, si aperto, ma per il fatto d’esser stato trafitto da un pugnale.
Ritrovare suddetta immagine nella sua nitidezza sarebbe per lei equivalso a non sopravvivervi.
Quella sera Ester rivedendola ha trovato la forza per dire a se stessa ed agli altri che era ormai stanca di recitare in teatro, nella vita, ovunque.
Per farla finita una volta per tutte con l’Oblio della Fine.
C’è una Fine per ogni uomo e per ogni donna, e non è detto che essa coincida sempre con la morte.

Rosario Tedesco
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#27   09 Settembre 2007 - 07:32
 
< ...E' la tragedia dellavita...la tragedia umana, l'intensità del dolore passato e presente che unisce la donna di ieri, Andromaca e quella di oggi, Ester, che la rappresenta. Entrambe coraggiose anche se in maniera diversa: la scelta di affrontare il dolore per l'una e quella di morire per l'altra. ..La vita, un immenso teatro nel quale ognuno di noi ricopre sempre lo stesso ruolo, ma a volte questa parte ci pesa soprattutto quando siamo costretti a mascherare le angosce e i dolori che ci appartengono e che gli altri non sapprebbero condividere...allora preferiamo sparire per sempre dalla scena della vita perchè ci rendiamo conto di essere completamente soli e incapaci di domare il nostro malessere...e così Ester emerge in ognuna di noi.> Un saluto,sei unico!
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#28   09 Settembre 2007 - 17:42
 
Ti è venuto molto bene, eccome! Bellisssimo il parallelo tra la protagonista Ester e Andromaca, di cui sta impersonando la parte in scena a teatro ma anche nella vita. Una tragica esperienza comune la lega a lei: la perdita di un figlio. E' tragedia in scena e nella vita. In fondo i classici se sono grandi e perché i loro temi sono eterni e questo tuo racconto ne è la dimostrazione. Ciao.
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#29   09 Settembre 2007 - 19:19
 
Trovo che la delicatezza con la quale riesci a toccare cio' che maggiormente cerchiamo di nascondere, l'anima, sia entusiasmante. La sensibilita' che trasuda dai tuoi scritti e' un dono prezioso per tutti noi e per coloro che vivono tutti i giorni 'Ester'.
Sinceramente mi fa sorridere 'compagni di viaggio' che tenta di dare consigli a te che generosamente doni. Se imparassimo ad apprezzare chi reputiamo meritevole, piuttosto che tentare di tagliuzzare la sua arte con puerili consigli, forse impareremmo qualcosa da questa vita.
Complimenti dolce Angelo,lory
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#30   09 Settembre 2007 - 21:39
 
Very Good, non ho letto la tua versione integrale ma questa riduzione che hai fatto per il web è ben riuscita...
La tua sensibilità traspare tra le righe e questo è bellissimo !!!

ciao
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#31   10 Settembre 2007 - 08:19
 
ciao!!!
quando ho studiato l'iliade in prima superiore il mio brano preferito era proprio quello in cui ettore lascia la moglie con il figlio anche se mi piaceva tutto dell'iliade!
comunque ti è uscito bene!!
mi piacerebbe andare a vedere qualche opera a segesta nel teatro....devo riuscire a convincere i miei!!!
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#32   10 Settembre 2007 - 08:50
 
teatro..sospriro.. questo fine settimana tre repliche della mia compagnia.. non esserci stata quest'anno un dolore inesauribile..
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#33   10 Settembre 2007 - 09:02
 
compagnidiviaggio: non dimentico mai i classici italiani :D

lavocedinarciso: i tuoi commenti aggiungono sempre qualcosa di importante ed intenso, grazie.

abrupto67: grazie di essere passata ... mi fai quasi ricredere sul mondo dello spettacolo con la tua semplicità... :)

goodnightmoon88: forse la mia sensibilità traspare troppo... ma così è, che fare?
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#34   10 Settembre 2007 - 09:27
 
Molto bella la scelta artistica del dolore indicibile di una madre che assiste alla morte di suo figlio duplicata nella doppia veste ed impersonificazione di Andromaca ed Ester. Anche perchè non esiste dolore alcuno, a questo mondo, piu' terribile di questo, che mi conduce all'immagine della Pietà di Michelangelo: rappresentazione del dolore assoluto della maternità privata della sua creatura.
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#35   10 Settembre 2007 - 09:29
 
sorry, pensavo che il post fosse una riduzione, in quanto leggibile e adattatato al web bene.
la sensibilità è una forza non una debolezza, perché occultarla se traspare?
io trovo questo fatto positivo.
:*
Ps : chiamami moon
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#36   10 Settembre 2007 - 09:34
 
flameonair: l'immagine della pietà è perfetta...

moon: il fatto che traspaia la sensibilità di per sé è positivo... sono gli altri che, spesso, sfruttano questa qualità come un'arma e la fanno diventare un punto debole: ciò che amplifica le emozioni rende vulnerabili.
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#37   10 Settembre 2007 - 14:13
 
carino il blog buona settimana ciau ^^
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#38   10 Settembre 2007 - 14:23
 
Geniale!non ho altro da aggiungere

Josline sloggata
utente anonimo

#39   10 Settembre 2007 - 14:36
 
Vedere Euripide a segesta deve essere uno spettacolo splendido e struggente...
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#40   10 Settembre 2007 - 15:05
 
mi è piaciuto molto;)
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#41   10 Settembre 2007 - 16:13
 
direi a dir poco fantastico!!! complimenti!!! :)
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#42   10 Settembre 2007 - 17:03
 
Ti ringrazio moltissimo per aver partecipato al sondaggio sul mio blog: se ripassi puoi leggere cosa ha "prodotto"!
A presto!
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#43   10 Settembre 2007 - 19:49
 
Quando leggo spesso m'innamoro di alcune parole, anche una o due soltanto. Spesso sono parole particolari, inconsuete, oppure parole banalissime usate in modo atipico, originale.
In questo tuo scritto hai saputo scegliere parole affascinanti e in alcuni punti hai creato "combinazioni di parole" particolarmente espressive e significative.
Ti riscrivo quelle che mi hanno affascinato maggiormente:

"quella sera le pareva impossibile nascondere se stessa"
"granelli di tempo sfuggiti dalle dita stanche dei secoli"
"mani di porcellana calzate da ragazze incantevoli e d’ebano appese ai polsi di signori raffinati"
"l’aria umida si sbriciolava nel velluto della sera"

Un'ultima cosa: scrivi, scrivi, continua a scrivere, sempre.
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#44   11 Settembre 2007 - 09:29
 
Leggerti è ogni volta un'emozione grandissima...che siano personaggi veri o inventati dalla tua penna magica, cio' che doni a chi ti legge è di levatura superiore a tanti...
Il tuo rifarti alla letteratura classica è un bene ed un dono per chi ti passa a trovare...attraverso te si colmano lacune, ci si appropria di cose nuove e talvolta sconosciute...
Grazie per cio' che scrivi, per come sei e per quello che sei...testi del genere possono solo essere partoriti da un'anima bella...un abbraccio Ross',♥
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#45   11 Settembre 2007 - 13:31
 
è 1 vero incanto del passato qui...mi piace.. ciao, insa
utente anonimo

#46   11 Settembre 2007 - 13:56
 
oooo pensavo di averlo scritto...cmq insa...insanesinner ;)
ciao
utente anonimo

#47   11 Settembre 2007 - 19:12
 
intenso, davvero.

(e mi viene una curiosità, mai letto Brecht? mi piace come scrivi e adoro questo autore, trovarvi insieme sarebbe il massimo!)
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#48   12 Settembre 2007 - 10:02
 
Caro tolstoj76 , concordo appieno il tuo pensiero! Ma l'11 settembre non viene ricordato solo per i morti ma per come è accaduta la loro morte.
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#49   12 Settembre 2007 - 12:43
 
Ognuno scrive i suoi pensieri...conseguenza di emozioni profonde forse a tutti sconosciute.... Che siano in versi o semplici parole saranno sempre di tutti e di nessuno...

Bello il tuo blog...un saluto
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#50   12 Settembre 2007 - 14:24
 
parole molto profonde e piene di significato anima :-)
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#51   12 Settembre 2007 - 21:29
 
complimenti, come puoi immaginare anche io amo molto la tradizione e il testo classico :)
quindi ho apprezzato ancora di più questo passo che tu hai scritto :)
Maluna
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#52   12 Settembre 2007 - 21:30
 
NOTTE...
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#53   13 Settembre 2007 - 09:32
 
bellissimi i tuo post....complimenti...





un abbraccio..
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#54   13 Settembre 2007 - 10:31
 
eccomi!:)
tr