

(Fernando Botero, Milano: 5 luglio - 9 settembre 2007)
Nota:
La mostra di Milano propone, tra le altre, alcune opere che denunciano gli orrori di Abu Ghraib. Vittime esplose sulla tela: l’arte racconta.
Odiare il proprio nemico: esiste forse un modo migliore per “motivare” un soldato? Scoppia lo scandalo e le parti si invertono. I torturatori? Mostri, modelli di brutalità ed efferatezza, star assolute dei media, fenomeni da prima pagina. I topi del gigantesco esperimento che li costringe al cannibalismo vengono giudicati a causa della loro follia, come se non esistessero gli scienziati che ne studiano le reazioni.
I veri colpevoli, come nei quadri di Botero, sono mani, getti di piscio, bastoni di uomini senza volto. E non pagano mai. Ecco di cosa è capace la specie umana. Sono queste le cose che ci portiamo dentro.
Nota:
La mostra di Milano propone, tra le altre, alcune opere che denunciano gli orrori di Abu Ghraib. Vittime esplose sulla tela: l’arte racconta.
Odiare il proprio nemico: esiste forse un modo migliore per “motivare” un soldato? Scoppia lo scandalo e le parti si invertono. I torturatori? Mostri, modelli di brutalità ed efferatezza, star assolute dei media, fenomeni da prima pagina. I topi del gigantesco esperimento che li costringe al cannibalismo vengono giudicati a causa della loro follia, come se non esistessero gli scienziati che ne studiano le reazioni.
I veri colpevoli, come nei quadri di Botero, sono mani, getti di piscio, bastoni di uomini senza volto. E non pagano mai. Ecco di cosa è capace la specie umana. Sono queste le cose che ci portiamo dentro.








