mercoledì, 23 maggio 2007

ThomasHardy“(...) perchè tanto spesso ciò che è volgare sembra destinato ad appropriarsi di ciò che è più fine, l’uomo sbagliato della donna, e la donna sbagliata dell’uomo – questo è qualcosa che molte migliaia di anni di filosofia analitica non sono ancora riusciti a spiegare al nostro senso dell’ordine.”

(Thomas Hardy – Tess dei d’Urberville)

Nota:
La risposta è implicita alla domanda e si racchiude nel possessivo “nostro” che attribuisce agli uomini un “senso dell’ordine” evidentemente molto diverso da quello della Natura. Tess, l’eroina indiscussa dell’opera di Hardy, incontra il proprio destino fatto carne: è Alec d’Urberville, l’uomo che i genitori sperano diventi suo marito, vantando una discendenza che si muterà in colpa. La ragazza subisce una violenza terribile da parte di un individuo che odia, cui segue l’abbandono e la nascita di un bambino che morirà prematuramente; il verdetto del mondo è spietato, straripante di finto buonismo (lo stesso oggi tanto di moda): la giovane è perduta. Da questo episodio una fitta serie di eventi narrati con tutta la maestosità e l’autorevolezza di cui un grande autore dell’Ottocento possa essere capace. Hardy racconta con precisione e rigore gli episodi del romanzo, suggerendo al lettore il vero senso della storia, la morale della ballata che incanta come una parabola: il pagamento per una colpa “[fondata] su qualcosa di così poco tangibile come un senso di condanna per una legge arbitraria della società che non [ha] fondamento nella natura”. E’ la morale, la “nostra” morale umana, cieca e ottusa, che fa scontare ad una creatura innocente il peccato di cui è stata vittima. Come non amare la povera Tess in cui ogni pregio si trasforma in fonte di dolore? Come non intenerirsi per il suo orgoglio di ragazza moderna, che affronta a testa alta un fato collerico e vile? Un grande tributo alla donna, alla sua emancipazione, un impietoso affresco verista che ricorda l’analisi chirurgica di Verga, un atto di condanna verso ogni sovrastruttura umana dietro cui si nasconde l’ipocrisia di ragioni incomprensibili come nelle più belle opere di Tolstoj. Un libro coraggioso, lucido, intenso, da leggere nei crepuscoli di primavera, immersi nella stessa Natura che partecipa alla corale ricostruzione dell’autore.

postato da: tolstoj76 alle ore 10:39 | Permalink | commenti (29)
Commenti
#1   23 Maggio 2007 - 11:39
 
Caspita mi hai fatto venire voglia di leggerlo, mi sa che provvederò al più presto
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#2   23 Maggio 2007 - 16:37
 
Da leggere...
Un abbraccio

Nicoletta
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#3   23 Maggio 2007 - 20:46
 
...io amo il micro cosmo...le sovrastrutture e le definizioni di genere date dagli uomini per racchiudere altri uomini...incuriosita...grazie.
un abbraccio leggero...
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#4   24 Maggio 2007 - 08:11
 
Purtroppo in molti casi ci sono donne che ancora oggi sono costrette a viverla allo stesso modo...
Il libro sembra interessante, vedrò di recuperarlo e leggerlo.
buona giornata!
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#5   24 Maggio 2007 - 08:47
 
mi piace....
romina...
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#6   24 Maggio 2007 - 09:05
 
Sei affascinante nello scrivere, non riesco a staccare gli occhi fino che non arrivo all'ultima parola.
Ciao
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#7   24 Maggio 2007 - 10:48
 
è un libro che non ho mai letto, prenderò nota, sarà uno dei prossimi
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#8   24 Maggio 2007 - 17:54
 
Il senso di colpa dettato dalla società in cui viviamo è semplicemente una cosa assurda...
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#9   25 Maggio 2007 - 05:25
 
l'unica via d'uscita dell'essere umano nella prevaricazione( sia esso figura femminile o no,sia essa giudicata colpevole o no)è la libertà del proprio io.Certezze che si costruiscono faticosamente,entrando nel proprio microcosmo ed assaporando ogni tipo di bellezza spirituale ,artistica, naturale,che fortunatamte la vita concede a piene mani.Inutile aspettarci giustizie dal fato o da ciò che di definisce "il Mondo".
Ti ringrazio per la forma meditativa che le tue parole mi hanno aperto.
Feliz dia
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#10   25 Maggio 2007 - 09:48
 
complimenti!scrivi davvero bene, sia nella forma che nel contenuto!
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#11   25 Maggio 2007 - 13:11
 
"...un atto di condanna verso ogni sovrastruttura umana dietro cui si nasconde l’ipocrisia di ragioni incomprensibili..."

ma sono quelle sovrastrutture che noi partecipiamo a perpetuare ogni giorno

un bacio
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#12   25 Maggio 2007 - 17:18
 
e... i potenti mezzi come il DONNA RACHELE... contro i TERRIBILI mimimmi :)
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#13   26 Maggio 2007 - 09:48
 
hardy mi piaceva un sacco.avevo letto tess ai tempi del liceo...molto bello.anche se io preferivo jude the obscure
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#14   26 Maggio 2007 - 15:20
 
hai incurisito anche me, e dire che ce ne vuole...
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#15   26 Maggio 2007 - 17:03
 
...credo sia possibile trovare delle "risposte" in Nietzsche.
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#16   27 Maggio 2007 - 10:29
 
non era un commento relativo a quello che hai scritto tu, ma una semplice frase e un riferimento al film di fascisti su marte
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#17   27 Maggio 2007 - 14:36
 
Un bacio,scrittore.
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#18   27 Maggio 2007 - 15:01
 
eccomi........molto bella!!!!non riuscivo a non leggerla!!!!........e tu sei un grande poeta!!!!........tvb bbina
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#19   28 Maggio 2007 - 10:33
 
non conosco...ma provvederò...!!
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#20   28 Maggio 2007 - 16:35
 
Forse la filosofia analitica non ce lo sa spiegare, ma la fisica sì: l'ordine è contro natura (II principio della termodinamica), noi rispecchiamo l'universo, l'entropia tende ad aumentare anche nei rapporti umani secondo me!
ciao.

Bea
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#21   28 Maggio 2007 - 17:44
 
Analisi chirurgica in Verga?
Ahi ahi...aveva una sana, saggia fobia dei sentimenti.Ma non stiamo certo parlando di Zola, memento.
A*
utente anonimo

#22   29 Maggio 2007 - 11:04
 
< Un tempo passato la donna era costretta a subire violenza da parte dell'uomo perchè era considerata essere inferiore, ma pur nella sua dolcezza e semplicità lei aveva una forza d'animo tale da cercare in tutti i modi di riscattarsi agli occhi di chi l'aveva oltraggiata.Quella donna d'un tempo aveva il grande pregio di amare sinceramente e di annullarsi per amore; ora,invece, la donna si annulla per il raggiungimento del puro piacere e l'uomo ne è succube. Mi chiedo se non fosse meglio prima!>
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#23   29 Maggio 2007 - 11:13
 
infinityfuture: non credo che l'uomo sia succube; direi semplicemente che chi crede in certi valori diventa vittima di chi questi valori non li ha o ne persegue diversi ma dice il contrario; penso che questa regola valga al di là della differenza tra sessi; poi le donne sono abilissime nell'usare il sesso a loro vantaggio, molto più degli uomini... la verità è, forse, che l'istinto condiziona profondamente i nostri comportamenti e lo farà sempre perchè in parte siamo animali.
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#24   06 Giugno 2007 - 21:45
 
ciao!
come puoi intuire ho amato moltissimo questo libro e mi è molto piaciuto il tuo commento...
posso citarlo sul mio blog, ovviamente con adeguati credits e link al tuo?
è davvero interessante, complimenti!
tess
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#25   08 Giugno 2007 - 14:15
 
L'amore è inquietudine,
la coppia si scopre e si riconosce a letto, nella complementarità che consente uno scambio continuo, che implica diversità,
la donna sbagliata, l'uomo sbagliato, sono semplicemente gli opposti che si attirano.

...ricordando le parole di un caro amico!!
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#26   12 Giugno 2007 - 22:26
 
Splendido libro. Come stai Angelo? è da un pò che non ci sentiamo! Un bacione!
Shana
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#27   16 Giugno 2007 - 09:42
 
Corollario

"(...) Di tutto quanto è scritto amo solo quello che uno scrive con il proprio sangue.
Scrivi col sangue e apprenderai che il sangue è spirito.
Non è facile capire il sangue altrui: io odio quelli che leggono da oziosi.
(...) Chi scrive in sangue e sentenze non deve essere letto, ma imparato a memoria.
Le sentenze debbono essere vette.
E coloro per i quali sono pronunciate debbono essere Grandi."


Da "Così parlo Zarathustra" di Friedrich Nietzsche

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#28   31 Luglio 2007 - 11:17
 
Sto leggendo "Tess dei d'Urberville" proprio in questi giorni e quel brano che hai postato ha colpito tanto anche me... un saluto
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#29   23 Ottobre 2007 - 15:58
 
Hardy l'ho analizzato attraverso Jude the Obscure...una lotta (intellettiva) dall' inizio alla fine per staccarsi da quello che era "il perbenismo fatto di vuoto"* dell' epoca vittoriana.

* citazione da Dio è Morto del grandissimo F. Guccini
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