mercoledì, 07 marzo 2007

firenze“Non era bene pensare, non era bene nemmeno provare dei sentimenti. Lucy rinunciò a capire se stessa e si unì al grande esercito degli ottenebrati, che non seguono nè il cuore nè il cervello, e marciano verso il loro destino sotto le insegne del luogo comune. Quell’esercito pullula di anime buone e pie. Ma si sono arrese all’unico nemico che conti, il nemico interiore. Hanno peccato contro la passione e la verità, e si affannano veramente contro la virtù. Col passare degli anni diventano oggetto di critica, la loro bontà, la loro pietà, mostrano le crepe, la loro arguzia diventa cinismo, il loro altruismo ipocrisia; dovunque vadano provano e producono malessere. Hanno peccato contro Eros e Pallade Atena, e sarà il normale corso della natura, non l’intervento di una divinità celeste, a vendicare quelle divinità alleate.”

(Edward Morgan Forster – Camera con vista)

Nota:
Ho scelto questo estratto dell’opera citata perchè penso esprima con semplicità ed esattezza un comportamento, lo dico senza qualunquismo, che ho rilevato spesso. Al di là del significato delle parole, vorrei aggiungere al racconto del libro una nota personale, che è in fondo una piccola storia e conferisce, nella mia mente, un valore aggiunto al significato del romanzo e alle emozioni che ne ho ricavato. Quest’estate sono stato a Cambridge per un viaggio studio, ed è stata la mia padrona di casa, una deliziosa signora decisamente molto inglese, a consigliarmi tale lettura. J. mi parlò di “Camera con vista” a proposito del suo passato, cercando di svelare il proprio dolore in una di quelle conversazioni fiume a base di letteratura ed esperienza che, per una sorta di incomprensibile empatia, ci ritrovammo ad affrontare. Lo fece con rigore e chiarezza, offrendo un’immagine schietta ed immediata con tutto il candore che è possibile rivolgere ad uno sconosciuto. Capimmo che potevamo raccontarci entrambi e lo facemmo con semplicità, come se fossimo stati amici da sempre. J. mi spiegò che aveva alle spalle un matrimonio fallito e imputò la scelta sbagliata al proprio bisogno di fuga, causato, lo disse col viso increspato da un risentimento che il tempo non era ancora riuscito a spegnere, dal conflittuale rapporto con la madre. “Lei era terribilmente Elisabettiana”, disse, “calata in un tempo che stava morendo”. Quando le chiesi qualche delucidazione, J. rispose così: “Hai mai letto camera con vista?”, ed ecco come sono arrivato al libro. Non scenderò nei dettagli del racconto, perchè qui vorrei semplicemente osservare come le storie di vita si sposino sovente con quelle di carta e conferiscano a queste ultime una poesia intensa e personale. Tale regola, del tutto generale, trova forse nella musica l’esempio per antonomasia: chi non ha associato delle note ad un momento bello o brutto legandole inscindibilmente ad esso? E’ un’altra delle mille sfaccettature dell’arte che, figlia dell’esperienza, si sposa con essa in una sorta di matrimonio incestuoso e casuale, come avviene per quegli amori fugaci che incrociano il nostro cammino e ci lasciamo alle spalle con una punta di amarezza. Così, le emozioni si rinnovano e il ritratto di un’sentimento narrato diviene il soggetto di uno futuro. Come non stupirsi dell’ennesimo miracolo del pensiero?

postato da: tolstoj76 alle ore 09:04 | Permalink | commenti (50)
Commenti
#1   07 Marzo 2007 - 09:44
 
quanto è vero quel che dici...ma aggiungo che esistono dei sentimenti fuori da tempo e luogo, quelli che ti accarezzano l'anima e restano in te per sempre...
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#2   07 Marzo 2007 - 09:44
 
Hai proprio ragione.
Cerco anch'io l'amore che Battiato (de)canta nella sua Cura.
Lo cerco, lo inseguo...Lo spero.
...Il ritratto di un sentimento narrato diviene il soggetto di uno futuro...
Un bacio mon chèr.
Shana
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#3   07 Marzo 2007 - 11:51
 
tanti cari saluti....
dany
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#4   07 Marzo 2007 - 12:41
 
Contro Eros e anche contro Pallade Atena... che altro resta? A presto. Orsa
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#5   07 Marzo 2007 - 14:53
 
Beh come nel libro è l'eccesso di vittorianesimo a far fuggire verso la libertà.
Peccato solo che sia finito male...
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#6   07 Marzo 2007 - 15:31
 
citazione incredibilmente in linea con l'enigmatica nostra epoca..meno moderna di quanto si voglia far credere..per me anche il film di Ivory tratto dal libro è un'autentica perla..
ciao!
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#7   07 Marzo 2007 - 20:42
 
"Io" Arthur Schnitzler. Prova ;)
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#8   08 Marzo 2007 - 09:54
 
Non avresti potuto usare parole più chiare, più limpide, migliori.
Sono parole vere.
Ci sono libri irrimediabilmente "nostri" in cui ritroviamo frammenti di noi.
Mi vengono in mente le parole più "prosaiche" di Cesare Pavese, che dicono più o meno quello che scrivi tu qui dentro, sebbene con molta minore poesia perchè sono parole fredde, da critico:

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi"

Siccome non so bene quando potremo vederci, vieni a trovarmi se ti va qualche volta almeno nel mio rifugio virtuale.

A presto.
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#9   08 Marzo 2007 - 10:09
 
Lallylake: condivido perfettamente le parole di Pavese; in altri termini l'arte è creazione anche durante la propria fruizione: generiamo un universo di cui l'autore getta solo un seme e che è tutto nostro; inizia così quel confronto silezioso di pensieri scritti e nostri che matura idee nuove; ecco xchè trovo superfluo il ruolo della critica; la gente ha diritto di vedere nell'opera ciò che vuole, se mai i tecnici possono farci notare aspetti sui quali non ci saremmo soffermati, ma la nostra posizione personale va sempre rispettata.
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#10   08 Marzo 2007 - 10:23
 
Anch'io trovo superflue le parole della critica, anche perchè oggi non esiste una critica letteraria "pulita": non è separato il ruolo del critico da quello del "promotore commerciale" dei libri. Ad esempio, tempo fa alcuni quotidiani vendevano dei libri con un piccolo supplemento... Bene anch'io mi sono ampliata la libreria con i vulumi di "Repubblica", lo ammetto... Ma nel giornale, ogni opera era accompagnata da una pagina critica. E mi immagino come questa pagina critica riferita al libro della settimana possa essere stata "pulita", non condizionata ai meccanismi delle vendite...

La critica potrebbe servire, ma se fatta bene, se fosse in grado di illuminare i lettori, di guidarli verso possibili percorsi di comprensione. Non certo sostituendosi ai loro gusti, decretando cosa possa o non possa essere letteratura. I danni che ha fatto il grande Benedetto Croce sono esemplificativi in questo senso. Ha condannato al dimenticatoio libri sublimi, poi scoperti più tardi. i pregiudizi critici sono pericolossissimi per gli scrittori. Perchè spesso nei critici non c'è onestà e neppure UMILTA'.

E scusami l'immenso papiro un po' fuori-tema.

PS quella frase di Pavese è appesa, a caratteri cubitali, nella parete della mia camera. Perchè è una frase in cui mi rispecchio moltissimo.
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#11   08 Marzo 2007 - 14:21
 
Questo aspetto dell'utilità della critica letteraria andrebbe invece sottolineato, perché in molti casi il lavoro di grandi menti ha dato un contributo fondamentale alla comprensione più profonda dei testi. Vero è anche che altre opere di valore non hanno avuto una giusta critica, mai, o dopo un numero di anni avvilente...
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#12   08 Marzo 2007 - 16:04
 
Orsastella: Io e Lally non sosteniamo che la critica sia inutile, contestiamo solo quell'atteggiamento arrogante di chi pretende, non solo di spiegare, ma anche di suggerire agli altri cosa pensare. Ogni opera crea un rapporto di empatia personale con chi ne fruisce, ecco xchè essa vive al di là dell'autore e nessuno ha il diritto di intromettersi in questo rapporto a due. E' poi anche vero che la critica ha una sua funzione positiva, ma come ogni giudizio umano è qualcosa di artificioso e, tutto sommato, grossolano, sempre. Si dovrebbe educare all'arte, non imporre la propria visione. La stessa cosa avviene per quei genitori che pretendono di dire ai figli cosa fare: aiutarli a crescere vuol dire metterli nelle condizioni di capire da sé cosa è giusto, non fornire un insieme di regole da seguire senza senso critico.
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#13   08 Marzo 2007 - 17:09
 
Non male come idea, persino meglio della mia, non che non ci abbia pensato...però immaginati le donne se dovessero venire a sapere che l'8 marzo è un giorno come tutti gli altri...non voglio nemmeno pensarci! Ciao
B.
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#14   08 Marzo 2007 - 18:27
 
Stiamo semplicemente parlando di due cose diverse. Io parlo di personaggi del livello di Quasimodo che traduce e commenta i lirici greci, o per citare solo grandi insegnanti dell'università di Torino, Barberi Squarotti, Corsini, senza dire Getto, o chi volete. La critica poi ha fatto e fa anche un gran male, ma entriamo nel discorso dell'oggi, del marketing, dove hai buone critiche se già hai buone conoscenze che ti spondano, altrimenti sparisci...
il rapporto personalissimo tra lettore e scrittore non può essere incrinato da alcuna lettura critica altrui, perché in quel momento noi siamo pubblico, non critica, e ricreiamo quell'opera con il nostro intelletto e sensibilità.
Dici giustamente che si dovrebbe educare all'arte, non imporre la propria visione, è vero. A me non è stato imposto nulla, ho avuto solo attraverso quei libri gli strumenti per formare un mio senso critico, una mia capacità critica. Senza quelle note avrei capito la metà, o forse meno di quello che stavo leggendo e ho così potuto, invece, apprezzare più pienamente l'opera e l'artista che avevo la fortuna di trovarmi di fronte. :-) Orsa
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#15   08 Marzo 2007 - 19:25
 
D'altra parte, i pensieri della carta altro non sono che pensieri trascritti..
Poi, chi legge, trova spesso aggangi, velate sfumature che accomunano storie e persone...
Bisognerà cercare di non essere troppo Elisabettiani ;)
Un abbraccio
Ars
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#16   08 Marzo 2007 - 20:56
 
Ciao... grazie per essere passato da me... :)
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#17   09 Marzo 2007 - 14:34
 
Molto bello quanto hai scritto, grazie...sempre per quella magia che dalle parole può scaturire.:))
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#18   09 Marzo 2007 - 14:47
 
Credo che sia proprio questo il motivo per cui certi libri ci prendono il cuore, perchè ritroviamo parti di noi stessi, alcuni nostri modi di essere, alcune esperienze. L'arte, è vero, nel suo insieme traccia la nostra vita, diventa parte di noi, scandisce il nostro tempo facilitando il recupero della memoria.
Quando un ricordo viene rievocato ecco che si risveglia tutto un universo fatto di immagini, di parole, di libri... persino il loro profumo è capace di rievocare ricordi...
Eppure tutto ciò riesce a stupirci sempre... ci coglie, a volte, alla sprovvista...
Bello quello che hai scritto.... Ciao! Marinella
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#19   09 Marzo 2007 - 23:24
 
ho letto il comm di lallylake...quello tratto da pavese.ricordo queste parole e le condivido..pure ,da qualche parte ,ci sarmo formati quel pensiero che si ritrova nelle parole lette,pure quel pensiero avra avuto un' origine...chissa legato a cosa...
è anche bello il post ,,credo di collocarlo nel film..il libro non l 'ho letto.forse scritto cosi è piu chiaro il concetto che vuole esprimere...
penso ,riassumendo,che sia difficile ,a volte,anzi spesso,seuire la propia strada e non voltare le spalle né a eros né ad atena..qualche volta ,forse, perfino impossibile.e ,forse,per una donna ,ancora oggi,di più....
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#20   11 Marzo 2007 - 09:55
 
Molto bello il tuo blog...Camera con vista è un capolavoro di romanticismo, mi piacciono da morire i film così. Sei di Firenze?
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#21   11 Marzo 2007 - 22:23
 
Hai scelto un brano emblematico..la vita è cosparsa di luoghi comuni..
I sentimenti sono derisi e per stare al passo si diventa cinici..ma poi la vita sempre presenta il conto..
Un abbraccio..^_^
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#22   12 Marzo 2007 - 08:28
 
Ho già sentito il titolo di quest'opera, ma non ho mai avuto occasione di leggerla. Citazione interessante, ma credo che sia da contestualizzare all'interno di tutto il libro.
Come la musica, ci resta nel cuore, perché ci lega a momenti particolari o a persone speciale, anche coi libri, si può provare lo stesso tipo di sentimento. Ci sono libri che ho letto, che mi hanno dato molto, anche per la crescita personale e, ogni tanto, non mi dispiace tornare a leggerli.
Buona giornata!
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#23   12 Marzo 2007 - 08:42
 
I libri, come tutte le cose che ci capitano quotidianamente, sono esperienze, solo che, dal mio punto di vista, sono un concentrato personale e affascinante; inoltre, questa vita che si respira tra le pagine è filtrata dagli occhi di uomini particolarmente portati per l'analisi e l'introspezione; è per questo che è particolarmente formativo immagazzinare la loro visione, rielaborarla e farla propria, xchè è come vivere altre esistenze oltre la nostra. Allora il libro diviene vissuto e fa parte di noi come un amore o un dolore.
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#24   12 Marzo 2007 - 11:45
 
Lucy non rispose. Dal punto in cui era andata a finire il suolo calava scosceso nel paesaggio e le violette fluivano a valle in ruscelli e torrenti e cateratte, irrigando d'azzurro il fianco della collina, mulinando intorno ai tronchi degli alberi, raccogliendosi in pozze entro le buche, spargendo sull'erba macchie di spuma turchina, mai però in tanta sovrabbondanza come lì: quello scaglione era la pozza sorgiva, la fonte primeva da cui la bellezza sgorgava per annaffiare la terra.

Ritto sull'orlo, simile a un nuotatore che si prepari al tuffo, stava il buon uomo. Ma non era il buon uomo che Lucy si aspettava d'incontrare, ed era solo.
Al rumore della sua venuta, George si era girato. Per un momento la contemplò come un essere caduto dal cielo. Le vide in volto una gioia radiosa, vide i fiori che le sbattevano contro il vestito in onde azzurre. Gli arbusti soprastanti si richiusero. George si fece rapidamente avanti e la baciò.

(sono una romanticona!)
(e AMO Firenze)
:-)
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#25   12 Marzo 2007 - 14:34
 
...il mio commento è il mio blog...
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#26   12 Marzo 2007 - 21:05
 
veramente strano!!! Sai che qui ritrovo tutto il mio programma di letteratura inglese dell'esame??? e ti dirò Forster mi piace anche tantissimo
Maluna
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#27   13 Marzo 2007 - 08:40
 
Sul margine di un pensieri abbracci il sentimento che riflette nell'infinito la sua luce. Nell'amore fugace che morde la pella e infuoca il petto cogli l'essenza pura dell'attimo che dura un'eternità
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#28   13 Marzo 2007 - 14:12
 
solo un bacio
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#29   13 Marzo 2007 - 16:16
 
Mi è capitato di comperare dei libri e di non leggerli subito. La cosa strana è che spesso, quando finalmente mi decido di leggerli, rispecchiano molto quel momento della vita. Per questo motivo lasciano il segno. Adoro leggere, ma anche scrivere! In certi periodi, leggo molto; in altri, invece, leggo poco o niente. D'altra parte, credo sia anche molto importante fare le proprie esperienze nella vita. Sono quelle che ci fanno capire chi siamo e ci fanno crescere!
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#30   13 Marzo 2007 - 16:58
 
* grazia pardon...
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#31   14 Marzo 2007 - 16:48
 
cavolo complimenti il tuo blog è molto bello!!!XD
utente anonimo

#32   15 Marzo 2007 - 17:08
 
E' sicuramente un innato gesto del pensiero e perché anche delle emozioni che fluisco e rimbalzano nel nostro animo...
un luogo ... un libro...una musica sono scherzi del pensiero che cede all'animo emozionato..

ahhhhhhh caro Debussy quanti quadri mi hai accesso in animo...

Iazabel ...con stupore!
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#33   16 Marzo 2007 - 14:39
 
molto carino anche il tuo... belli i frammenti che pubblichi, belle le spiegazioni che dai.. bravo, complimenti!
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#34   16 Marzo 2007 - 14:41
 
La bellezza sta negli occhi di chi guarda...si possono ritrovare sentimenti, emozioni, momenti in ogni cosa: un quadro, una canzone, un libro, una poesia, un albero, una panchina, una casa, una voce, uno sguardo, un odore...tutti i nostri sensi sono un miracolo che si chiama emozione.
un saluto. Bel bog
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#35   18 Marzo 2007 - 15:25
 
molto interessanti i commenti...

Buona domenica, scrittore...



:*
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#36   19 Marzo 2007 - 11:13
 
scrivi bene
leggerò il libro, ma ricordo che anni fa vidi anche il film, ricordo una ragazza ad una finestra che osservava un panorama meraviglioso
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#37   19 Marzo 2007 - 20:02
 
Lusingata di essere riuscita a spingerti a scrivermi un commento!

ehehe
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#38   20 Marzo 2007 - 12:00
 
Riesco a capire che ami molto la letteratura,che per te è importante...
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#39   20 Marzo 2007 - 21:28
 
complimenti bel post...e bel libro!
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#40   21 Marzo 2007 - 09:23
 
Il pensiero è forse il passato, e le basi del futuro.. solo un lungo divenire di fantasia..
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#41   21 Marzo 2007 - 23:07
 
Ciao passavo per un salutino :)
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#42   22 Marzo 2007 - 15:01
 
quello che ho letto è molto bello ora pero' sono in ieno sbalzo di umore e quindi non riuscirei a darti unparere oggettivo
a volte mi sento proprio tra quelle persone che senza meta vaganoverso il loro destino.

grazie per la visita
un appunto
non chiedermi di passare non saprai mai se lo faccio perchè mi va o perchè.. me l'hai chiesto

saluti a tutti e grazie del tuo commento
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#43   22 Marzo 2007 - 16:54
 
mi piace davvero troppo come scrivi...davvero...

volevo farti un saluto comunque...ciao :-)
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#44   23 Marzo 2007 - 11:55
 
E' una meravigliosa riflessione questa, che condivido in toto. Mi hai fatto anche venire una gran voglia di leggere questo libro. Magari l'ho addirittura già letto e non lo ricordo più...
Un abbraccio.
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#45   25 Marzo 2007 - 17:01
 
Ci sono sentimenti che si plasmano al nostro essere e restano, nel tempo ed oltre il tempo, indelebili. Faranno parte della nostra sensibilità, rendendoci più attenti e meno superficiali di fronte ai bisogni dell' altro, arricchendoci al contempo.
Grazie per questo tuo intervento e per il tuo pensiero, espresso con delicata attenzione introspettiva.
Un caro abbraccio,
Un sorriso- Giulia.
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#46   27 Marzo 2007 - 18:19
 
Non so come sia giunta fin qui, ma ringrazio il cielo di esserci arrivata.
Mi rendo conto che sto divorando il tuo blog, non è giusto così, meglio leggere "assaporando". Per cui ti linko e torno a leggerti con calma.
A presto!
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#47   20 Aprile 2007 - 12:21
 
ringrazio il cielo d'averti incrociato! mi hai entusiasmata così tanto, con quella tua carica interiore, da suscitare in me tanta curiosità e interesse per tutti i libri che commenti in maniera meravigliosa. Ti ringrazio ancora.>
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#48   01 Maggio 2007 - 20:58
 
Quello che dici è l'essenza stessa della musica: un'arte che si fa e si disfa in ogni momento, un'arte che fa dell'esperienza il suo stesso ambiente, la musica è eterna proprio perchè tange continuamente la nostra storia, diventa un pochino mischiata a noi, ed infine torna sù nell'assoluto, magari portandoci con sè.
utente anonimo

#49   02 Giugno 2007 - 12:48
 
sei un grande! mi piace leggerti. i tuoi commenti aggiungono cose a ciò che ho pensato.. sembra che parliamo di amici in comune, di posti visitati una volta ciascuno di noi...

samuela
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#50   04 Giugno 2007 - 19:42
 
Io adoro "Camera con vista".
Amo Firenze.
Vorrei trovare il mio George.
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