
"[Kirillov]: Se Dio c'è, tutta la volontà è sua, e io non posso sottomettermi alla sua volontà. Se non c'è, tutta la volontà è mia, e son costretto a proclamare il mio libero arbitrio.
- Il libero arbitrio? Ma perchè siete costretto?
- Perchè tutta la volontà è diventata mia. Possibile che non ci sia nessuno su tutto il pianeta, che dopo averla fatta finita con Dio ed avere posto fede nel proprio arbitrio, osi proclamare il libero arbitrio nel senso più assoluto? (...) Io voglio proclamare il mio libero arbitrio. Che sia pure il solo, ma lo farò.
- E fatelo.
- Io sono obbligato ad uccidermi, perchè il culmine del mio libero arbitrio è uccidere me stesso.
- Ma non siete mica il solo a uccidervi: ci sono molti suicidi.
- Per una ragione. Ma senza nessuna ragione, ma solo per affermare il proprio libero arbitrio, sono l'unico."
(F. Dostoevskij - I demoni)
Nota: Kirillov è uno dei personaggi più enigmatici della letteratura russa. Delirante, superbo, infarcito di idee enigmatiche e rivoluzionarie, sintetizza le contraddizioni più profonde e laceranti dell'animo umano. Tutti gli scrittori hanno imparato e continueranno ad imparare da questo visionario, concitatissimo dialogo che spalanca, parandosi dietro la scusa della pazzia, il baratro angosciante dell'uomo intento ad interrogarsi su se stesso. Kirillov è come Cristo, si sacrifica per dimostrare al mondo la sua idea: il gesto è stupido, viene ridicolizzato da Dostoevskij, appare privo di grandezza, ma non per questo meno coraggioso.








