“ (...) “Quanti ne hai uccisi?” domandò a se stesso. “Non lo so. Credi di avere il diritto di uccidere chiunque? No. Ma sono costretto a farlo. Quanti di quelli che hai uccisi erano veri fascisti? Pochissimi. Ma sono tutti il nemico, alle forze del quale opponiamo le nostre forze. (...) Non lo sai che è male uccidere? Sì. Ma lo fai ugualmente. Sì. E sei sempre assolutamente convinto che la tua causa sia giusta? Sì. E’ giusta”, egli disse a se stesso senza riuscire a rassicurarsi, ma con orgoglio. “Io credo nel popolo e nel suo diritto di governarsi come crede. Ma non devi credere nel diritto di uccidere. Devi uccidere per necessità, ma non devi crederci. Se ci credi allora tutto è sbagliato. (...) io non voglio contare la gente che ho ammazzata come trofei di caccia o di una faccenda disgustosa come le tacche su un calcio di fucile. Ho il diritto di non contarli e ho il diritto di dimenticarli. No” disse a se stesso. “Tu non hai il diritto di dimenticare nulla. Non hai il diritto di dimenticare nessuna cosa o di diminuirla o di alterarla.””(Ernest Hemingway – Per chi suona la campana)
Nota:
Così Ernest Hemingway narra i dubbi di Robert Jordan, protagonista di uno dei suoi romanzi più memorabili. La trama si dipana attorno ad un’azione di sabotaggio durante la guerra civile Spagnola che vede opposte le truppe repubblicane e quelle del generale Franco. Robert è un intellettuale americano partito volontario per la Spagna. Non è un marxista ma crede nel popolo e nel suo diritto si governo, nella libertà e nella ricerca della felicità. Ed è disposto ad uccidere per una società più giusta. Lo fa con rimorso e tormento ma in nome di qualcosa di grande. Così si eleva l’Uomo, così conquista la civiltà: passando per la barbarie, impantanandosi nelle atrocità commesse in nome di opposte fedi politiche. Hemingway è testimone attento e solerte: seziona meticolosamente la guerra svelandone l’orrore. Lo fa con semplicità, acutezza, passione, usando un linguaggio essenziale e perfetto, folto di dialoghi indimenticabili. “Per chi suona la campana” è un volume immancabile nella biblioteca di ogni appassionato, un’opera unica e coinvolgente che riesce a scuotere sin nel profondo. Impossibile ignorare come nel tormento del protagonista si rifletta la mente misteriosa dell’autore, artista maturo e fragile, punto di riferimento imprescindibile per gli scrittori di ogni tempo.







