giovedì, 22 novembre 2007
hopper_summer_interior
Una coperta di gelo
avvolse l'anima come il sudario di Cristo.

Mendicai un segno di pace,
e nessuno tese la mano.

Mi spensi in silenzio,
apolide, nella notte eterna.

Non provai rancore,
solo orrore del vostro egoismo.

Piangeste lacrime bugiarde,
scordando coloro che avreste potuto salvare.

O uomini,
quando la smetterete di uccidere con la vostra indifferenza?
postato da: tolstoj76 alle ore 11:20 | Permalink | commenti (96)
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martedì, 13 novembre 2007
lupo“- [Erminia] Per questo mondo moderno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta perché hai una dimensione in più. Chi vuol vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria... (...) Speriamo che le altre epoche siano state migliori e altre diventino migliori in avvenire, più ricche, più larghe, più profonde. Ma a noi serve poco. E forse è sempre stato così...
- [Harry] Sempre come oggi? Sempre un mondo di politicanti, di trafficanti, di camerieri e uomini di mondo, senza aria per uomini veri?
- Perché no? Io non lo so. Non lo sa nessuno. E del resto non importa. (...) Sempre è stato così e così sarà per sempre: il tempo e il mondo, il denaro e il potere apparterranno ai deboli e ai superficiali, mentre gli altri, i veri uomini, non avranno niente. Niente all’infuori della morte.
- Proprio nient’altro?
- Ma sì, l’eternità.
- Vuoi dire il nome? La fama presso i posteri?
- No, caro lupetto, non la gloria. Che valore può avere? E credi forse che tutti gli uomini autentici e completi siano diventati famosi e passati alla posterità?
- Oh no, certo.
- Dunque non si tratta di gloria. La gloria esite soltanto per la cultura, è una faccenda che riguarda i maestri. No, non conta la gloria: conta invece ciò che io chiamo eternità. I credenti lo chiamano regno di Dio. Io penso così: noi uomini, noi che abbiamo maggiori pretese, che abbiamo le aspirazioni e una dimensione di troppo non potremmo neanche vivere se, oltre all’aria di questo mondo, non ci fosse anche un’altra atmosfera respirabile, se oltre al tempo non esistesse anche l’eternità, il regno dell’autenticità. Di questo fanno parte la musica di Mozart e i poemi dei tuoi grandi poeti, e i santi che hanno fatto miracoli, sofferto il martirio e dato un grande esempio agli uomini. E di questa eternità fa altrettanto parte l’immagine di ogni vera azione, la forza di ogni sentimento genuino, anche se nessuno ne sa nulla, se nessuno ne scrive e ne conserva la notizia ai posteri. Nell’eternità non esistono posteri, esistono soltanto contemporanei.”

(Hermann Hesse – Il lupo della steppa)

Nota:
Credo sia sciocco aggiungere qualcosa quando chi parla o scrive ha già detto tutto. Coloro per i quali “questo bel mondo non è una patria” possono lasciare qui un piccolo segno del loro passaggio.

postato da: tolstoj76 alle ore 09:14 | Permalink | commenti (70)
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