"(Lily Briscoe) Doveva riposarsi un momento. E mentre riposava, vagando qua e là con lo sguardo, sentì fermarsi su di sé e coprirla d’ombra, la vecchia domanda che da sempre le traversava il cielo dell’anima, la domanda generale, vasta, che in momenti come quello, quando le energie trattenute sfogavano, si precisava. La vita, che senso ha? Era tutto – una domanda semplice, che cogli anni tendeva a farsi accerchiante. La grande rivelazione non era arrivata. La grande rivelazione forse non sarebbe mai arrivata. C’erano invece piccoli miracoli quotidiani, illuminazioni, fiammiferi che si accendevano improvvisi nel buio; eccone uno. Questo, quello, e quest’altro: lei e Charles Tansley e l’onda che batteva; la signora Ramsey che li univa; la signora Ramsey che diceva “la vita qui s’arresta”; la signora Ramsey che trasformava il momento fugace in qualcosa di permanente (...) – tutto ciò partecipava della natura di una rivelazione. In mezzo al caos c’era la forma; l’eterno passare e fluire (guardò le nuvole in movimento e le foglie folgorate dal vento) erano riportati alla stabilità."
(Virginia Woolf – Al Faro)
Nota:
“Un alone luminoso, un involucro semitrasparente che ci circonda dai primordi della coscienza fino alla fine”, così Virginia Woolf vede la vita. In questo mondo confuso e sfocato, dai contorni incerti e indefiniti, si muovono i personaggi di “Al Faro”, considerato da molti il suo capolavoro. L’intreccio psicologico è serrato e meticoloso, si dipana silenziosamente nella nebbia di due giorni lontani dieci anni. Un racconto di emozioni, in cui l’esile storia è poco più che un pretesto: ecco come l’autrice reinventa il romanzo. Grovigli di fili (che si urtano senza sfiorarsi) definiscono gli stati d’animo dei protagonisti: sempre, inguaribilmente soli. Su tutti la signora Ramsey, di cui Lily Briscoe dipinge il ritratto con il tormento convulso che sovrintende le fasi della creazione. Lily agita il pennello come Virginia la penna: creatore e creatura agiscono all’unisono nella vita e sulla carta. Folgorato da questo libro indimenticabile (che ho subito riposto tra i pochi irrinunciabili compagni del mio tempo) dedico poche righe al genio da cui è nato e a tutti coloro che, come me, vorranno apprezzarne la bellezza.








(Caravaggio - Conversione di San Paolo)