mercoledì, 20 dicembre 2006

natale_milano

"Quando il periodo di festa si incontra con lo spirito mondano di una città come Milano, non può che nascerne un grande evento. Ne sanno qualcosa al ****, che per le feste ha organizzato un mega party al Principe di ****, nel cuore della mondanità meneghina, dove Vip e Vippini si sono incontrati in questo gelido inverno per scambiarsi gli auguri natalizi. Occhi, e obiettivi, puntati su una delle coppie più longeve dello spettacolo italiano: (...) Presente una lista infinita di calciatori (...) Avvolta in un bellissimo abito bianco, fa il proprio ingresso anche ****, sotto braccio con il marito e regista televisivo ****, seguita poco dopo da **** in un lungo vestito nero. Folta rappresentanza anche del mondo musicale, (...). Flashatissimi **** e ****, quest'ultimo già ex di bellezze del calibro di **** e ****. E ancora, si sono visti **** con ****, il vincitore del Gf* ****, l'allenatore ****, ****, ****, **** e ****."

(www.gossipnews.it)

Sepoltura_Caravaggio

"(...) Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null`altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli."

(Vangelo secondo Matteo)

Avete già scelto il vostro Natale?

postato da: tolstoj76 alle ore 11:20 | Permalink | commenti (44)
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giovedì, 14 dicembre 2006
Budapest

Io vi ho visti, Uomini. Abbeverarvi delle mie acque quando eravate poco più che animali; e banchettare sulle sponde con carni palpitanti di sangue; erigere case e palazzi lavorando pietre strappate alla terra; e innalzare chiese e altari a prezzo di tante vite. Vi ho visti, Uomini. Conosco i tanti delitti della vostra specie, la ferocia delle continue guerre, l'altezzosa solennità di immense processioni. Ho raccolto il vostro sangue: magiaro, ottomano, ebreo, cristiano... a che servono tanti nomi? Ricordo gonfaloni e orpelli riflettersi sul mio ventre, armature e spade, forgiate per uccidere; cannoni riempire il cielo di piombo distruttore; e carri armati perpetrare inspiegabili massacri; poi, proiettili e bombe spappolarvi le membra; e urla strazianti, compresse nell'aria come gelo duro. Tanto tempo è trascorso. Alcuni hanno deportato altri, sacrificato vite ad effimeri ideali, giustificato la propria ferocia con inutili parole e gesti arroganti simili a quelli di finti dei. Avete patito pene indicibili e mescolato lacrime alle mie acque, gettato l'angoscia d'un immenso sconforto su tele e pergamene, e scolpito statue e pagine con unghie segnate di dolore e mani gonfie di cicatrici. Ho digerito corpi morenti e liquami schifosi di mille fogne, ho inghiottito rifiuti seppellendoli nel mare come tanti pensieri sublimi e infimi, di cui solo voi siete capaci. Mi avete affidato sospiri e sguardi, speranze e amori; l'infinita dolcezza di carezze struggenti s'è mescolata con la durezza ieratica di addii incomprensibili; ho vissuto tremori d'attesa e sgomenti di anime febbricitanti, milioni di baci e infiniti abbracci. Ho provato sdegno e tenerezza per atti scellerati. Io, al contrario di voi, non so dimenticare. Non fatelo, fratelli! Ricordate le dittature e la forza di quelli che avete salvato. I re e il coraggio dei cavalieri, eroi sino alla morte. Silenzio adesso, lasciate che la mia voce riempia l'aria fredda di Budapest e consegni a Dio il frutto terribile del vostro messaggio: quest'inquietante urlo di impotenza e dolore che rappresenta il frutto più alto di una discendenza dannata. Siate forti, porterò via tutto, là, oltre la foce del mare, dove le parole si perdono e l'abisso del tempo spalanca le proprie fauci di ombra. Forse, un giorno, ritroveremo ogni cosa, e la confusione della terra sparirà nell'ordine del cielo; o ci toccherà patire, e continuare, per sempre, avvinti dalle catene di uno strazio eterno. Silenzio dunque. Non ho più voglia di imitare suoni di labbra umane... è tempo di cantare il mistero di un'esistenza rubata...

postato da: tolstoj76 alle ore 11:38 | Permalink | commenti (26)
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lunedì, 04 dicembre 2006

Dostoevsky_1872

"[Kirillov]: Se Dio c'è, tutta la volontà è sua, e io non posso sottomettermi alla sua volontà. Se non c'è, tutta la volontà è mia, e son costretto a proclamare il mio libero arbitrio.
- Il libero arbitrio? Ma perchè siete costretto?
- Perchè tutta la volontà è diventata mia. Possibile che non ci sia nessuno su tutto il pianeta, che dopo averla fatta finita con Dio ed avere posto fede nel proprio arbitrio, osi proclamare il libero arbitrio nel senso più assoluto? (...) Io voglio proclamare il mio libero arbitrio. Che sia pure il solo, ma lo farò.
- E fatelo.
- Io sono obbligato ad uccidermi, perchè il culmine del mio libero arbitrio è uccidere me stesso.
- Ma non siete mica il solo a uccidervi: ci sono molti suicidi.
- Per una ragione. Ma senza nessuna ragione, ma solo per affermare il proprio libero arbitrio, sono l'unico."

(F. Dostoevskij - I demoni)

Nota: Kirillov è uno dei personaggi più enigmatici della letteratura russa. Delirante, superbo, infarcito di idee enigmatiche e rivoluzionarie, sintetizza le contraddizioni più profonde e laceranti dell'animo umano. Tutti gli scrittori hanno imparato e continueranno ad imparare da questo visionario, concitatissimo dialogo che spalanca, parandosi dietro la scusa della pazzia, il baratro angosciante dell'uomo intento ad interrogarsi su se stesso. Kirillov è come Cristo, si sacrifica per dimostrare al mondo la sua idea: il gesto è stupido, viene ridicolizzato da Dostoevskij, appare privo di grandezza, ma non per questo meno coraggioso.

postato da: tolstoj76 alle ore 09:30 | Permalink | commenti (47)
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