martedì, 29 agosto 2006

arenaPinkerton:
"La comperai per novecento-novanta-nove anni,
con facoltà ogni mese, di rescindere i patti.
Sono in questo paese elastici del par, case e contratti."

Pinkerton:
"Bimba dagli occhi pieni di malìa
ora sei tutta mia.
Sei tutta vestita di giglio.
Mi piace la treccia tua bruna
fra i candidi veli."

Butterfly:
"Vogliatemi bene,
un bene piccolino,
un bene da bambino
quale a me si conviene,
vogliatemi bene.
Noi siamo gente avvezza
alle piccole cose
umili e silenziose,
ad una tenerezza
sfiorante e pur profonda
come il ciel, come l'onda
del mare."

Butterfly:
"Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo
dall'estremo confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba il suo saluto.
Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
e aspetto gran tempo e non mi pesa,
la lunga attesa."

arena2Suzuki:
Chi c'è là fuori nel giardino?
Una donna!
Chi è? chi è?
Pinkerton:
È venuta con me.
Suzuki:
Chi è? chi è?
Sharpless:
È sua moglie!
Suzuki:
Anime sante degli avi!
Alla piccina s'è spento il sol,
s'è spento il sol!...

Pinkerton:
Sì, tutto in un istante
io vedo il fallo mio
e sento che di questo tormento
tregua mai non avrò,
mai non avrò! no!

Butterfly:
"Con onor muore chi non può serbar vita con onore."

(G. Puccini - Madama Butterfly)

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martedì, 22 agosto 2006

"Scholfied Hurley

Dio non chiedermi di elencare le tue meraviglie.
Ti riconosco le stelle e soli
e i mondi innumerevoli.
Ma ho misurato le loro distanze
e li ho pesati e ho scoperto la loro materia.
Ho inventato ali per l'aria,
e chiglie per l'acqua,
e cavalli di ferro per la terra.
Ho accresciuto di milioni di volte la vista che tu mi desti,
e l'udito che mi desti, milioni di volte;
ho valicato lo spazio con la parola,
e preso dall'aria il fuoco per farne luce.
Ho costruito grandi città e perforato colline,
e gettato ponti in acque maestose.
Ho scritto l'Iliade e l'Amleto;
ho esplorato i tuoi misteri,
e ti ho cercato senza posa,
e ti ho ritrovato dopo averti perduto
in ore di stanchezza
e ti chiedo:
ti piacerebbe creare un sole
e l'indomani avere i vermi
che brulicano in mezzo alle dita?"

(Edgar Lee Master - Antologia di Spoon River)

Di seguito, un commento di Cesare Pavese all'opera citata:

"la religiosa solennità di ciascuna epigrafe resta affidata all'intensità con cui la notizia biografica coincide col senso assoluto e segreto della coscienza."

postato da: tolstoj76 alle ore 09:04 | Permalink | commenti (8)
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martedì, 08 agosto 2006
incontri? scontri... geometrie diverse sulla lavagna del pensiero: cerchi e rombi impregnati d'emozioni... ed eccoci perduti, nel labirintico corso di ambigue asimmetrie... a guardare tutti lo stesso paesaggio e dipingere ciascuno il nostro originalissimo ritratto: il mio? il tuo? ci ispiraimo al mondo ma è di noi stessi che parliamo, sempre, impossibile fare altrimenti... noi! soli! unici possibili soggetti della mano malferma... adesso ti vedo: non dirmi come dipingerti... non servirebbe... è di me che parla la tua immagine... sempre e solo me...
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